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Diari di viaggio, foto on the road

Dove potremmo andare questo fine settimana? Eccovi
una raccolta di foto e racconti di viaggio dal web e dai nostri clienti, speriamo possa servire a tutti come spunto per nuove mete, o agli aspiranti nuovi camperisti come stimolo ad unirsi a questo fantastico mondo, fatto di avventure, di persone, di panorami, di bei momenti in famiglia nell'intimità unica di un veicolo ricreazionale...

Partecipa anche tu inviandoci i tuoi migliori scatti e i tuoi diari di viaggio.

Clicca sulla meta, puoi leggere l'itinerario o scaricare il documento.

Buona lettura, e buon viaggio!
 on the road
 


Diario di viaggio: Bretagna

di Nadia P
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Diario di viaggio: Friuli

  di Laura e Stefano   (scarica .pdf )

Raccolta foto Possl Roadcamp

 di Renata  

Raccolta foto Westfalia

 dal web  

Diario di viaggio: Strasbourg

 di Thomas G.
 (scarica .doc)

Diario di viaggio: Toscana

di Sarah
(scarica .pdf)




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 DIARIO DI VIAGGIO IN BRETAGNA  CON RIPOSO A ST. TROPEZ AGOSTO 2007
EQUIPAGGIO: 3 CAMPER – 6 ADULTI e la mia Gatta Susy  
ITINERARIO ATTRAVERSO LA FRANCIA

 

 
ITINERARIO IN BRETAGNA



04 AGOSTO 2007 sabato FIRENZE-BORG SAN MAURICE KM. 580
partenza da Firenze ore 8,40 e direzione Val D’Aosta, abbiamo scelto di valicare le Alpi
Passando dal Colle del Piccolo San Bernardo, nonostante la giornata sia considerata bollino nero per il traffico causa grande esodo estivo, il viaggio Firenze- Bologna- La Thuele si svolge regolare e veloce, infatti, alle 15,30 siamo già al valico. La giornata è bellissima, finalmente le ferie sono iniziate e lo spettacolo della natura che si gode in cima al Piccolo è stupendo, riteniamo che sia uno dei valichi più suggestivi da attraversare per dirigersi nel nord o centro della Francia. Quassù trascorriamo un po’ di tempo godendoci la fresca aria, pregustandoci i giorni che ci aspettano e attendendo l’arrivo dei nostri amici, Auro e Simonetta, che essendo partiti alcuni giorni prima avevano trascorso i primi giorni di ferie a La Thuele, dove si trova un’accogliente area di sosta camper che pare dal 2007 resti aperta tutto l’anno anche d’inverno. Appena il gruppo si è ricompattato ci prepariamo a discendere il Piccolo San Bernardo, devo dire che la parte francese è più dolce di quella italiana anche se più lunga ma ben percorribile. Arrivati a Borg San Maurice ci attende la prima sorpresa, poiché il piazzale dove pensavamo di trascorrere la notte e che già avevamo utilizzato 4 estate fa, è stato chiuso con una sbarra a misura per auto, tuttavia nel posteggio dietro le piscine comunali ci sono dei posti riservati ai camper così siamo riusciti comunque a sistemarci per la notte.  Terminiamo la giornata passeggiando nel bel parco posto dietro il parcheggio fino a raggiungere il borgo del paese, pieno di negozi e ristorantini, vale proprio la pena fare una sosta in questo delizioso paese.

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COLLE DEL PICCOLO SAN BERNARDO

05 AGOSTO 2007 domenica – BORG SAN MAURICE – NEVERS KM 467
Nonostante il parcheggio fosse vicino alla strada, la notte è trascorsa silenziosa e fresca e alle 8,30 eravamo già pronti per la partenza, direzione: La Bretagna, prossima meta: Nevers. Abbiamo optato di fare 2 piccole deviazioni prima di raggiungere le porte della Bretagna, la 1° Nevers, motivazione religiosa e spirituale, in quanto in questa cittadina vi è sepolta Santa Bernardette, la 2° Chartres, motivazione interesse storico-religioso, dato che durante l’inverno mi sono addentrata nello studio delle cattedrali gotiche francesi e dei templari. La giornata si preannuncia calda e lunga. Raggiunta l’autostrada A43 direzione Lyon, attraverso la N90, l’abbiamo percorsa fino a Macon per prendere la N79 fino a Moulins e poi N7 fino a Nevers. Fatta sosta pranzo lungo la N79, subito dopo Cluny, tra l’altro area molto carina e ombreggiata sopra una collinetta, abbiamo raggiungo la città di NEVERS circa alle 16,30 e ci siamo diretti immediatamente verso il Camping de Nevers, posto sul bordo della Loira, abbastanza delizioso con piazzole spaziose su erba e autobloccanti, unico neo un po’ caruccio, ben € 16,00 (camper + 2 persone) ma è l’unico campeggio della città e noi abbiamo bisogno di una bella doccia con acqua a volontà e desideriamo cenare all’aperto. Appena rinfrescati ci dirigiamo in città, praticamente attraversato il ponte ai bordi del campeggio siamo subito in centro. Nevers, dipartimento della Borgogna e vicina al famoso circuito di Magni Cours, è città d’arte e di storia, è diventata anche città internazionale grazie alla storia di Sainta Bernadette ed è famosa per la lavorazione della maiolica fin dal lontano XVII secolo. Visitato il sacro convento dove si trova il corpo imbalsamato della SANTA, posto in un’urna di vetro, luogo suggestivo e interessante anche per chi non è credente, ci siamo addentrati nel borgo medievale e rinascimentale caratterizzato dalle stradine strette con case a graticcio e da ampi spazi con giardini fioriti e palazzi ducali. Merita una visita la cattedrale Saint Cyr-Sainte Julitte, questa è un concentrato di storia dell’architettura. La costruzione si è prolungata dal VI al XX sec., non si può pertanto non restare sorpresi da due cori, romanico (XI sec.) e gotico (XIV sec.) opposti l’uno all’altro. Ma senza dubbio sono le vetrate a stupire maggiormente!!!! Da non perdere la visita della chiesa di Saint Etienne dove la Mamma è restata a Messa. Costruita dai monaci di Cluny alla fine del XI sec., ci colpisce soprattutto per la sua grande purezza architettonica, l’abside a deambulatorio, le cappelle a raggiera e i tre livelli su cui si eleva fanno di questo edificio un capolavoro dell’architettura romanica. 
06 Agosto 2007 Lunedì -  NEVERS-CHARTRES- VITRE KM 471
Stamani mattina il tempo è incerto, l’umidità salita su dalla Loira rende l’aria quasi autunnale ma tutto sommato è meglio così, visto che dobbiamo viaggiare quasi tutto dì, infatti, km. 242 ci separano da Chartres, nostra prossima tappa e poi via fino ad Vitre, 1° tappa della Bretagna.Per velocizzare il tutto abbiamo deciso di percorrere alcuni tratti autostradali, come consigliato da Michelin, visionata su Internet prima della partenza. Imbocchiamo la A77 direzione PARIS, fino a Briare, uscita consigliata per Orleans, che raggiungiamo per la D952; Ad Orleans altro tratto autostrada A701 e A10 fino a uscita n. 12 e proseguendo per la N254 E N154 arriviamo a Chartres intorno alle ore 12,00. E’notevole constare come la cattedrale si inizi a vedere moltissimi km prima di rendersi conto che siamo vicini a Chartres, ciò rende l’idea della grandiosità di questa opera. Per noi non è stato facile trovare il parcheggio per i 3 camper, forse abbiamo girato dalla parte errata della città, tuttavia siamo riusciti a posteggiare dietro la stazione, passato il ponte su la stazione a sinistra, il posteggio è privato per la scuola e biblioteca che ora sono chiuse, pertanto abbiamo avuto la sensazione che venisse usufruito dai locali, così ne abbiamo usufruito pure noi. Nel frattempo è iniziato a piovere e si decide di pranzare e poi iniziare la visita alla cattedrale. Descrivere la cattedrale è assai difficile, la prima sensazione che abbiamo è quella di trovarsi innanzi a un’opera maestosa ma leggera allo stesso tempo, sia che la osservi da un punto di vista architettonico sia che l’analizzi da un punto di vista esoterico, cercando di scoprire i tanti segreti che racchiude, ne resti affascinato e ammaliato. Se siete interessati ad una descrizione dettagliata cliccate su www.duepassinelmistero.com      nella  rubrica dedicata a “i miei viaggi all’estero” e sezione “speciale Parigi 2002” –cattedrale di Chartres.

            
Terminata la visita, proseguiamo per Vitre, anche stavolta optiamo per l’autostrada per percorrere km. 228. Seguiamo A11 e A81 fino uscite Vitre, dove arriviamo nel tardo pomeriggio; sistemato i nostri camper per la notte nel parcheggio della chiesa St. Martin, parcheggio tranquillo, ombreggiato e vicino al centro ( altra possibilità di sosta è il parcheggio della stazione che noi abbiamo scartato pensandolo più movimentato e rumoroso-, infatti, la scelta si è riscontrata ottima) abbiamo iniziato la visita della piccola città. Vale la pena fermarsi in questa cittadina, rispetto alla maggior parte delle città bretoni, Vitre ha mantenuto quasi del tutto il suo aspetto antico: il castello fortificato, i bastioni, le viuzze sono tali e quali a 400-500 anni fa e compongono un quadro fortemente evocativo(si visita bene in circa 1,30 ore). Un altro giorno è trascorso ma arriviamo a sera soddisfatti e grati per ciò che abbiamo visto.   
                                                             
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CASTELLO DI VITRE

07 Agosto 2007 Martedì: VITRE-DINAN- CAP FREHEL KM 142

Da oggi inizia il viaggio vero e proprio in Bretagna, dovendo ovviamente, fare i conti col tempo a nostra disposizione, abbiamo deciso di evitare la visita ai centri più battuti dal turismo ( quali Moint Saint-Michel - St. Malò – Cancale – Dinard) anche perché già visti in un precedente viaggio risalente al lontano 1990; pertanto ci dirigiamo verso Dinan. Parcheggiamo i camper in Place De Guesclin che pur essendo affollata ha molto ricambio e con un po’ di pazienza riusciamo anche a far parcheggiare anche il lungo camper di Auro. Questo parcheggio è comodo perché vicinissimo al centro. Dinan è città feudale con le più belle mura della BRETAGNA e un patrimonio eccezionale di case medievali. E’ piacevole e interessante passeggiare a piedi nella vecchia Dinan fino a discendere al porticciolo sulle rive del Rance attraverso la vecchia stradina medievale caratterizzata da negozi del XV E XVI sec., che ospitano oggi tessitori, vetrai, scultori. Prossima meta Cap Fréhel che raggiungiamo percorrendo tutta la strada costiera, abbiamo così il primo impatto con le maree e come sempre si resta sbigottiti nel constare quanto il mare sia lontano dalla costa e quante barche ci sono a”gambe in su”. Ma arrivati in prossimità di Cap Fréhel restiamo abbagliati dai colori della brughiera, tonalità di rosa chiaro e scuro circondano la strada che percorriamo fino a Fort Lu Latte. Quà nonostante la buona pazienza ci è impossibile parcheggiare per poter visitare questo affascinate luogo storico, in quanto preso d’assalto dai turisti. Perciò ci dirigiamo verso il faro, dove per soli € 2,00 possiamo parcheggiare e sostare per la notte, proprio a 50 Mt.  dal faro.  Questo promontorio è situato in uno degli scenari più grandiosi della costa bretone, falesie rosa, nere e grigie che dominano a picco il mare da un’altezza di 70 Mt. La giornata è splendida anche se ventosa perciò impieghiamo il resto della giornata a passeggiare attraverso la brughiera verso il Forte, a esplorare e fotografare la scogliera mozzafiato fino a raggiungere l’oceano attraverso un piccolo sentiero. Proviamo così l’ebbrezza di immergere i piedi nel mare, devo dire che la credevamo più fredda. Terminiamo la giornata gustandoci il primo splendido tramonto nel mar di Bretagna  esattamente alle ore 22,10.

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08 Agosto 2007 mercoledì: CAP FREHEL- POINTE DE MINARD-POINTE DELL’ARCOUEST KM 110

Stamani il tempo non è clemente, tira un forte vento e il cielo è assai nuvoloso, alle 8,00 ci ha svegliato il clacson del fornaio che arriva direttamente nel parcheggio del faro a vendere baghette e croissant.  Obbiettivo di oggi: avvicinarsi alla costa di granito rosa. Pensiamo di percorrere la strada costiera, soffermandoci quando il panorama ci attira ma il nostro vero obbiettivo di oggi è comprare tanto pesce fresco soprattutto cozze e ostriche. Ci fermiamo pertanto a Binic, poiché avevo letto che si trattava di un paese con mercato del pesce e inoltre ci dovrebbe essere un’aria di sosta camper e noi abbiamo necessità di scaricare e fare carico di acqua. Il paese si presenta una delusione, niente di particolare, niente pesce e niente area di sosta (i cartelli ci sono ma noi non siamo riusciti a trovarla, nel piazzale vicino ai pompieri ci sono tanti camper ma niente acqua né scarico). Tuttavia la fermata ci è servita per fare una passeggiata lungo mare e scattare alcune foto. Continuando per la statale costiera riusciamo a trovare un mercato del pesce, anche se pur piccolo ma con pesce fresco e del luogo (granchi- astici-aragoste-razze-palombo-merluzzo) nel paese St. Quay- Portrieux. Così facciamo acquisti. Decidiamo di pranzare sul mare e allora valutando la cartina puntiamo dritti verso Pointe De Minarde. Devo dire che arrivarci non è stato semplice ma su la punta c’è un largo piazzale che ci permette di ben parcheggiare e goderci uno splendido mare durante il pranzo. Grazie al sole che è riuscito a superare le nuvole, il panorama che si offre ai nostri occhi su questo punto di scogliera è notevole, è un panorama che spazia a 180° sul mare, la vista si estende sulla baia di St.Briec e il capo di Erquy, sull’insenatura di Paimpol e l’isola di Brehat, inoltre per gli amanti del trekking o delle semplici passeggiate, da qui parte un bellissimo sentiero in mezzo alla brughiera che permette di raggiungere Pointe De Bilfot e via fino all’Abazia di Beauport. Abazia che invece noi abbiamo raggiunto a bordo del mezzo. E’ un luogo dove vale la pena fermarsi, in quanto molto suggestivo: Abazia fondata nel XIII sec.
Da canonici premonstratensi, fu importante focolaio spirituale ed economico nella diocesi di St.Briec. della chiesa del XIV sec. Oggi restano solo la facciata e la navata a cielo aperto, alcune sale capitolari (l’interno visita a pagamento)è simile a Abazia di San Galgano, in Toscana ma questa posta sulle rive del mare. Noi abbiamo optato per una visita solo all’esterno, con molte foto ricordo. Ci dirigiamo verso Paimpol, che a giudicare attraversandolo, sembra una deliziosa cittadina sul mare, anche se abbastanza caotica, tuttavia esiste anche un’area sosta camper leggermente fuori paese in direzione Pointe de L’Arcouest. La discesa alla cala dell’Arcouest offre una splendida vista sulla baia di Brehat, e sinceramente sarà perchè non mi aspettavo un panorama così bello, sarà per la luce particolarmente radiosa, la vista mi ha lasciato senza fiato. Prima della fine della punta, su la sinistra c’è un grandissimo parcheggio per le auto e i camper, creato apposta per chi desidera visitare l’isola, in quanto sull’isola non sono ammessi veicoli a motore. I posti riservati ai camper non sono molti e il terreno è leggermente in discesa, tuttavia nel tardo pomeriggio c’è sempre qualcuno che parte dopo aver visitato l’isola, per cui con un po’ di pazienza non è difficile trovare un posto per la notte (il posteggio per la notte non si paga). Esiste anche un campeggio municipale, ma presumo che sia solo per le tende, infatti, pur essendoci delle piazzole libere ci hanno detto che era completo e camper non c’è ne sono. Dopo molte indecisioni e spostamenti abbiamo sistemato i camper e avendo deciso per l’indomani di visitare l’isola ci dirigiamo a piedi all’imbarcadero per acquistare i biglietti; ottima decisione, infatti, l’indomani mattina abbiamo evitato una lunga coda alla biglietteria. Tutto il paese finisce sulla punta, dove c’e: l’imbarcadero, 1 negozio di souvenir (tra l’altro articoli carini e convenienti) e un paio di ristoranti. Terminiamo la serata con cena vista mare e un bellissimo tramonto dal nostro camper e la serale partita a carte “pinnacolo” nel camper di Auro in quanto il più grande dei tre.
09 Agosto 2007 Giovedì: ISOLA DI BREHAT mm. 10 di traghetto –TREGUER km. 20
Intera giornata dedicata alla visita dell’isola di Brehat con un bellissimo sole. Quest’isola per noi è stata veramente una sorpresa. L’isola misura KM. 3,5 percorribili a piedi o in bicicletta. Poiché la temperatura non scende, neanche d’inverno, al di sotto dei 6°, l’isola è dominata dalla moltitudine di fiori e uccelli e colori e profumi pervadono l’ambiente. La parte meridionale, vicino all’imbarcadero, è la più affollata poiché si trova il villaggio di Bourg, la parte settentrionale è la più incontaminata, sopratutto la zona intorno al faro Paon è bellissima. Consiglio di fare il giro completo dell’isola a piedi, partendo dal villaggio, dove potete acquistare pane fresco, dolci, ecc, per poter fare  pic-nic sul prato del faro nord, non perdetevi il panorama che si gode dalla Chapelle St. Michel con la vista sulla baia e sui vecchi mulini.


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PANORAMA DALLA CHAPELLE ST. MICHEL

 Sicuramente il ricordo che porterete di quest’isola (se avrete la fortuna del bel tempo) sarà di tanto verde, tanti colori e profumi di fiori e mare.  Rientrati al camper decidiamo di spostarci per la notte e ci dirigiamo verso Trèguier. Situata alla confluenza dei fiumi Jaudy e Guindy, è uno dei più piccoli borghi della Bretagna, ma vanta una bellissima cattedrale gotica in granito rosa e grigio, con le spoglie di Sant Yves. A Trèguier c’è un’accogliente area di sosta lungo il fiume, dove possiamo scaricare e far acqua gratis e dall’area sosta parte un sentiero attraverso il bosco che in pochi minuti ci conduce nel centro del borgo. Visitata la cattedrale ( e ne vale proprio la pena), decidiamo di acquistare un tipico dolce bretone composto di prugne e semolino (ottimo).
10Agosto 2007 Venerdì: TREGUER – PERROS-GUIREC -TREGASTEL PLAGE KM 37
Partendo da Trèguier puntiamo per Port- Blanc, curiosi di vedere la rinomata lunga spiaggia di sabbia bianca, il luogo è incantevole se avessimo più tempo ci sarebbe stato da valutare la possibilità di una sosta, ma il tempo è tiranno e dobbiamo proseguire verso Perros-Guirec. Questo è senz’altro il luogo più turistico della costa di “granito rosa”, davanti si distribuiscono le Sept Iles, riserve ornitologiche raggiungibili in battello. Poiché il tempo e il luogo sono bellissimi, decidiamo di trovare un campeggio e fermarsi un paio di giorni. Trovare il campeggio non è stato semplice, poiché è la settimana di ferragosto ma alla fine la fortuna ci ha portato presso il campeggio “Tourony”,  a  Tregastel  ,non molto grande ma accogliente, pulito, e con piazzole delimitate da siepi fiorite su un bel prato verde, e con il parrucchiere di fronte, per chi volesse farsi la piega (Simonetta ne ha approfittato).  Nota bene: più avanti verso Tregastel Plage, esiste una’area di sosta camper, situata vicinissima a un centro commerciale “Super U” (ottimo per acquistare del buon pesce fresco), vicina a una deliziosa spiaggia bianca e rosa, al paese e al sentiero dei doganieri, quindi se non avessimo avuto la necessità del campeggio sarebbe stata un’ottima base di partenza per escursioni o bagni di sole e mare. Dedichiamo il resto della giornata ad una passeggiata in bici e a prendere il sole distesi su la bellissima spiaggia con di fronte un’isoletta al centro della quale si erge un bel castello, il tutto molto suggestivo.

11 Agosto 2007 Sabato : TREGASTEL PLAGE KM. 0

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Giornata dedicata all’escursione trekking sul “sentiero dei doganieri”. Dopo circa 1 ora di cammino dal campeggio raggiungiamo uno dei punti più caratteristici della costa.  Qui si scoprono rocce di granito rosa dalle forme di animali (elefante, delfino, tartaruga) e il faro di Ploumanach. La giornata è caldissima così nel pomeriggio riusciamo a fare un bel bagno nell’oceano, nell’ora in cui la marea si sta alzando. In questo punto della costa, secondo noi, sarebbe gradevole programmare anche una sosta più lunga poiché cose da fare e da vedere sono molte ma è gradevole anche starsene semplicemente distesi su la bellissima spiaggia a prendere la tintarella (sole permettendo), ma ormai abbiamo deciso: domani accenderemo nuovamente i motori.

12 Agosto 2007 Domenica: TREGASTEL PLAGE – ST. POL DE LEON- Phare De Ile Vierge-ROUTE TURISTIQUE (Argenton) KM. 152
Stamani il tempo è molto nuvoloso, così non rimpiangiamo la nostra decisione. Ci dirigiamo verso Morlaix e percorrendo la D58 raggiungiamo ST-Pol De Leon. Cittadina non molto grande, da visitare solo l’antica cattedrale e la Chapelle Du Kreisker famosa per il suo campanile alto. Proprio mentre stiamo andando via, è arrivato un gruppo folcloristico con i caratteristici abiti bretoni e hanno iniziato a ballare su la piazza della cattedrale. Il tempo resta uggioso e quasi freddo così decidiamo di saltare la tappa di Roscoff e dirigersi verso la costa detta degli “Abers” o dei “ fari”. Questo tratto di costa risulta piuttosto pianeggiante e ad alcuni tratti quasi paludoso ad eccezione di alcuni punti, dove senz’altro merita soffermarsi poiché molto suggestivi. Uno dei luoghi che sicuramente merita una sosta è il “ Phare De Ile Vierge”, noi ci siamo arrivati verso le 12,30 e abbiamo parcheggiato sul lungo mare (anche se, in effetti, c’era la bassa marea) per pranzare. Dopo, una breve passeggiata ci ha condotti di fronte all’isola, che volendo è raggiungibile con traghetto. Questo faro è il più alto della Bretagna (Mt 82) ma spettacolare è tutta la costa intorno, disseminata di scogli dove i colori del mare variano dall’azzurro al turchese .  
                                                                        

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PHARE DE ILE VIERGE

   Ci spostiamo, continuando a percorrere la strada costiera e attirati dal nome “Dune di SANTA Margherite” decidiamo di fermarsi.  Non è come pensavamo, sì, ci sono le dune ma niente di particolare, tuttavia la passeggiata sulla spiaggia ci ha permesso di raccogliere numerose conchiglie piccole ma con colori mai visti su le nostre spiagge (dal giallo all’arancio al rosso). Senz’altro da non perdere è il tratto di costa estremamente panoramico (Route Turistique) che va dal paese di Kersaint a Argenton. Questo tratto di costa è molto selvaggio, ricoperto da una brughiera fiorita e colorata con rocce scoscese sul mare, dove ancora restano i bunker dell’ultima guerra. Ci sono alcuni rientri lungo la strada dove poter parcheggiare il camper. Proprio in uno di questi, dove già sostavano altri camper, ci siamo fermati, decisi a gustarci questo luogo passeggiando nella brughiera e sostare anche per la notte. Questa è stata l’ultima sera che ci ha permesso di pernottare a diretto contatto con il mare; sicuramente l’immagine che più di tutte ho riportato a casa di queste notti marine bretoni è la visione di un cielo stellato fino all’inverosimile e pervase da un profumo di mare così intenso da stordire.

13 Agosto  2007 Lunedì: ARGENTON-PENISOLA DI CROZON-LOCRONAN KM.161
Stamani mattina sembra proprio che il tempo stia volgendo al brutto, lasciamo a malincuore questo spettacolo della natura e ci dirigiamo verso Brest, dove però non intendiamo fermarsi, noi non siamo molti amanti delle città grandi e caotiche, preferiamo scoprire borghi più piccoli e tranquilli (anche se sempre non accade, come succederà nei giorni a seguire).Attraverso la D68 E D5 raggiungiamo Brest e la superiamo per dirigersi verso la Penisola di Crozon. Inizia così l’esplorazione della Penisola di Crozon, una specie di croce a 3 punte, ricca di falesie vertiginose battute dal vento e dal mare; anche quà evitiamo le città e optiamo per la scoperta di siti naturalistici. 1° tappa “ Pointe Des Spagnoles”, Passando da Roscanvell.  Situata di fronte a Brest, deve il suo nome a una guarnigione spagnola che intraprese la costruzione di un forte nel 1594, per aiutare la Lega contro Enrico IV. Le truppe di quest’ultimo la sconfissero però sei mesi dopo il suo sbarco. Oggi del forte resta solo una piccola parte ma il sito offre un bellissimo panorama sulla stretta dominata da Brest, l’estuario dell’Elorn, il ponte Albert-Louppe, il ponte dell’Iroise, la penisola di Plougastel al termine della punta dell’Armonique e il fondo della rada che si estende per ben 150 km. Un grande piazzale ci permette di parcheggiare senza problemi e dopo pranzo continuiamo per D355 il giro della punta, stavolta in direzione Camaret sul Mer. Prima di raggiungere la “Punta di Penhir ci soffermiamo a osservare e fotografare i” megaliti di Lagatier”il nome di questo bell’insieme di 143 menhir significa “occhio di gallina” e sembra riproducesse la costellazione delle Pleiadi. Praticamente accanto si trova un’area di sosta camper, al momento estremamente piena. La punta di Penhir domina il mare da un’altezza di 70 Mt e offre un panorama indimenticabile. A strapiombo della scogliera spuntano tre magnifiche rocce, chiamate Tas De Pois. A sinistra la punta di Dinan, a destra la punta di St-Mathieu e quella di Le Toulinguet. Il tempo si sta oscurando sempre più ma noi non demordiamo e cerchiamo di scoprire e fotografare tutti gli angoli di questo posto. Tornando indietro dalla punta è interessante fermarsi al memoriale dei caduti della 2° guerra mondiale, anche senza entrare nel museo è possibile visitare alcuni bunker. Lasciamo così la Penisola di Crozon, che nonostante la grande affluenza turistica e le strade intasate, resta comunque un sito da non tralasciare assolutamente.
La nostra prossima meta è il paese di Locronan, dove intendiamo fermarci per la notte poiché ho letto che esiste un’area di sosta camper. Raggiunto il paese ci rendiamo immediatamente conto che è un borgo estremamente turistico e che l’area camper esiste all’interno di un parcheggio dove dobbiamo pagare € 4,00 per sostare, rifornimento acqua a pagamento 100 LT € 2,00. Questa città eletta monumento storico nel 1936 è diventata famosa soprattutto dopo che sono stati girati molti film in costume; il centro della città è la piazza con le sue case di granito in stile rinascimentale, l’antico pozzo e la grande chiesa e la graziosa cappella. Questi due edifici sono comunicanti. La chiesa del XV secolo è riccamente arredata e il pulpito ripercorre la vita di S. Ronan, le cui spoglie sono accolte nella cappella. È certamente un piccolo gioiello, questo paese ma quasi troppo ben sistemato da sembrare quasi finto o forse lo avremo meglio apprezzato se ci fosse stata meno gente e un po’ di sole. Infatti, nel frattempo è iniziato a piovere, una piaggia fitta quasi in invisibile ma che bagna assai. Ne approfittiamo per comprare ricordi e souvenir nei molti bei negozi che riempiono la città. Quelle che un tempo erano le case dei soldati e dei signori adesso sono dei graziosi negozi in stile rinascimentale, dove puoi trovare di tutto dal sapone alla birra, dal dolce al quadretto, dal merletto al gioiello antico, così fino a chiusura giriamo nei negozi per la contentezza dei nostri mariti.

14 Agosto Martedì: LOCRONAN- Pointe Du Raz (non visto)- QUIMPER- CONCARNEAU KM. 125
La giornata si preannuncia pessima, la piaggia iniziata la sera precedente continua incessante e inoltre si è alzata un vento molto forte. Ma la nostra testardaggine ci impone di proseguire il programma stabilito la sera prima: Point Du Raz, uno dei luoghi più suggestivi della Bretagna. E’ questo un promontorio circondato da onde, venti, correnti ed è la parte più occidentale della Cornovaglia; essendoci stata molti anni prima, io ero rimasta affascinata da questo posto  e mi avrebbe fatto piacere far conoscere e condividere con i miei compagni di viaggio questa esperienza. Tuttavia stavolta la fortuna non ci assiste; raggiungiamo la punta passando dal Douarnez, caratteristico paese secondo porto di pesca della Bretagna con un porto museo che varrebbe la pena visitare solo se la pioggia non fosse così violenta. Arrivati però alla punta ci aspetta un’amara sorpresa: è stato creato un parcheggio a pagamento oltre il quale le autovetture non proseguono, tariffa camper € 8,00 al dì. Ma questo sarebbe il meno male, il problema consiste nel fatto che per raggiungere la punta c’è da percorrere un sentiero 1, ½ AR e la pioggia e il vento continuano fortissimi. Perciò molto ma molto a malincuore facciamo dietro-front e ci dirigiamo verso  Quimper. Arrivati in città, abbiamo parcheggiato i camper, nel posteggio della stazione (consiglio a tutti di dirigersi direttamente là in quanto vicino al centro e anche se a pagamento 2 ore sono sufficienti per la visita del centro storico).Una leggenda narra che Quimper sia la città più antica della Bretagna, fondata da Saint Corentin fra il IV e il VI secolo quando arrivò con i primi bretoni dall’Inghilterra. Oggi Quimper è famosa per le maioliche e nel centro storico impreziosito dalle colorate casette bretoni, si erge la Cattedrale di St. Corentin con le sue splendide vetrate. A Quimper si trovano anche due dei più importanti musei bretoni: il museo con i reperti archeologici del Finistere e Museo delle Belle Arti con una collezione di dipinti della scuola di Pont Aven. Dopo aver pranzato nel parcheggio  ci dirigiamo verso Corcarneau sempre sotto una pioggia battente. Arrivati è stato facile trovare l’area sosta camper, più difficile è stato trovare il posto per i nostri tre camper, in quanto l’affluenza di camper e auto è notevole. Ma con un po’ di fortuna e pazienza riusciamo a sistemarci tutti e tre vicini, così decidiamo di restare per la notte e poiché dal parcheggio parte la navetta gratuita per la cittadella optiamo per la visita della “ Ville Close “ (15 mm con la navetta causa traffico, 10 mm a piedi). Le sue stradine occupano un isolotto di forma irregolare, lungo 350 metri e larghi 100, unito alla terra ferma da due ponticelli divisi da un insieme di fortificazioni. E’ circondato da spesse mura costruite tra il XIV e XVII sec. Penso che questo sia uno dei luoghi più frequentati della Bretagna, Le stradine sembrano dei fiumi in piena da quanto sono zeppe di persone, fortuna vuole che smetta di piovere così senza ombrelli aperti è più facile muoversi. Indubbiamente merita la visita, attraverso le feritoie si possono ammirare la città: il porto interno, i pescherecci ormeggiati, interessante la visita del cortile interno fortificato. Comunque rispetto alla precedente visita avvenuta ben 17 anni fa la trovo notevolmente più turistica e meno reale, negozietti di souvenir e ristoranti abbondano anche con menù a prezzi e qualità invitanti. Decidiamo però di cenare nella nostra casina viaggiante e di rimandare a domani Ferragosto UN BEL PRANZO A BASE DI PESCE!!!!!!

15 Agosto 2007 Mercoledì: CONCARNEAU/PONT AVEN/PORT-LUIS/CARNAC/LOCMARIAQUER
                                                     KM. 110
Stamani il tempo sembra stia migliorando, anche se il vento ancora perdura, così dopo aver riempito i ns. frigo, presso un centro commerciale poco distante da Corcaneau, ci dirigiamo a Pont Aven. Anche quà esiste un’area sosta camper, che noi non usufruiamo poiché ci fermiamo solo per la visita pertanto il parcheggio proprio vicino al borgo va più che bene. Pont-Aven fin dall’alto medioevo conosce una notevole prosperità grazie alla creazione di numerosi lavatoi lungo l’Aven. Nascono così belle case in granito e marciapiedi che favoriscono lo scambio al porto. Fu proprio in questi luoghi che trovò l’ispirazione Paul Gauguin, a cui si unirono altri pittori attratti dai prezzi modici delle locande e dalla particolare luminosità dei luoghi. Nasce così nel 1886 la scuola di Pont-Aven che diede fama a questo piccolo borgo e dove tutt’oggi esistono numerose gallerie d’arte. Non andate via prima di aver passeggiato lungo le rive dell’Aven e aver assaggiato e comprato le galettes, biscotti al burro caratteristici di Pont-Aven.      

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LUNGO L'AVEN

        Non essendo riusciti a trovare il ristorante per il pranzo pensiamo di andare a Port-Luis nella speranza di essere più fortunati. Siamo nella regione del Morbidan, come sentinella posta all’entrata della rada, Port-Luis deve la bellezza del posto alla vista su i paesi del Lorient. La “CITTADELLA” di Port-Luis è certamente la più bella e la meglio conservata di quelle esistenti lungo le coste della Francia. Fondata per gli spagnoli all’epoca delle guerre di religione. Fu costruita sotto Luigi XIII, dal 1616 al 1622, per la difesa del Lorient. La sua storia è strettamente collegata all’instaurazione de la Compagnia delle Indie nel XVII sec. Presso la cittadella le navi stazionavano nell’attesa dei venti e delle maree favorevoli per poi prendere la rotta delle Indie. Si può tranquillamente parcheggiare il camper lungo i giardini dei bastioni per godersi la bellezza di questa cittadina e di questo golfo passeggiando lungo le mura o visitando la cittadella. Sono circa le 13,00 quando ci avventuriamo alla ricerca del ristorante, ma gli unici due esistenti nella città sono già completi per tutto il turno, per cui non resta che pranzare in camper e rimandare la scorpacciata di pesce.  

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VEDUTA DEL LORIENT DA PORT- LOUIS

 Dopo pranzo puntiamo dritti verso Carnac alla scoperta degli allineamenti; man mano ci avviciniamo verso la penisola di Quiberon, il traffico si fa sempre più caotico e ogni rotonda, semaforo o incrocio creano lunghe code, così procediamo molto a rilento e stanchi di questi ingorghi decidiamo di non addentrarci nella penisola di Quiberon. Arriviamo a Carnac nel tardo pomeriggio e scopriamo che è stato istituito un parco chiuso, dove si accede tramite guida a pagamento; è comunque possibile vedere i menhir girandoci intorno al di fuori della rete. Carnac con i suoi 4 Km di allineamenti è il sito archeologico più lungo e importante d’Europa. I circa 2000 menhir sono distribuiti lungo tre campi diversi, ad essi si aggiunge il Tumolo di Kercado, che risale al 6.500 a.c., e costituisce la più antica costruzione europea di pietra, precedente alle piramidi egizie. Per quanto riguarda l’utilizzo ancora non si è giunti ad una conclusione certa ma la teoria prevalente è che venissero usati come sistema di misurazione e per le previsioni astronomiche. Poiché a Carnac non c’è area sosta camper e su il portolano che ho io non è segnalata nessuna presenza nelle vicinanze di aree attrezzate per camper, decidiamo di dirigerci verso la costa con l’obbiettivo di fare sosta libera sul mare per la notte. Ma le nostre aspettative risulteranno vane, in quanto su tutto questo tratto di litorale c’è divieto assoluto di sosta camper e nessun area camper, pertanto l’alternativa visto che nel frattempo siamo arrivati alle ore 19,00 è il campeggio. Proseguendo su la litoranea, attraversato il paese di “La Trinetè sul Mer” ci spostiamo verso “Locmariaquer” dove ho letto esiste sulla punta un’area adibita a camper e 1 campeggio; ma il campeggio si presenta una vera schifezza e l’area per camper ancora peggio, piena e sporca. Avviliti e affamati ci dirigiamo verso il centro del paese, dove è in corso una festa; fortuna vuole che appena passato il paese troviamo un piccolo e modesto campeggio, così anche se la padrona è già andata via, essendo il cancello aperto, decidiamo di entrare e piazzare i nostri camper. Il tempo di sistemare i camper e andiamo di corsa in paese a mangiare. Il ristorante che troviamo non è proprio il massimo, ma ha una carina terrazza sul mare, il menù di pesce (almeno quello scelto da me) è buono e poi scopriamo che alle 23,00 ci saranno i fuochi d’artificio sul mare, così anche questa giornata non è finita proprio male come sembrava un’ora prima. Rientrata in camper scopro su la guida “ verde Michelin “ che Locmariaquer è una cittadina che domina l’entrata del golfo del Morbihan e conserva importanti monumenti megalitici, in particolare un grande menhir spezzato (20 Mt). Gli uomini del neolitico vi hanno lasciato qualche incisione rivelando un po’ delle loro credenze, così per molto tempo si è creduto che grandi antenati o divinità tutelari vegliassero su questi luoghi.

16 Agosto 2007 Giovedì: LOCMARIAQUER-AURAY-VANNES-ROCHEFOURT EN TERRE KM. 68
A farci iniziare male la giornata, stamani non è il tempo, poiché splende il sole, ma bensì la padrona del campeggio, la quale è arrivata inveendo contro di noi perché stavamo facendo il carico di acqua. Era talmente arrabbiata che non riuscivamo neanche a capire il suo francese, appena si è calmata ci ha spiegato che in questa zona l’acqua è carissima e c’è divieto assoluto (ordinanza del comune) di dare acqua ai camper, l’unica possibilità è l’area di sosta vista la sera precedente e pertanto a pagamento. Stamani abbiamo anche un dilemma da risolvere: poiché i giorni stanno velocemente passando e Domenica 19 dobbiamo essere a St.Tropez (arrivano i figli per trascorrere una settimana al mare assieme) come ci organizziamo? Da qua ci dirigiamo verso la “FORESTA DI MAGO MERLINO” dedicandoli almeno 2 giornate e dopo facciamo la strisciata fino giù, oppure dedichiamo un altro giorno alla Bretagna e poi ci dirigiamo  tranquilli verso il sud facendo delle tappe lungo la strada cogliendo l’occasione di visitare altri luoghi?  Optiamo per la seconda possibilità, anche perché il tempo essendo ancora incerto e avendo piovuto molto riteniamo che la foresta non sia molto gradevole, così lasciamo questo itinerario a una prossima volta e ci dirigiamo verso Auray. Questa città è proprio una vera sorpresa: innanzi tutto vi troviamo un’area sosta camper nuova di zecca, che non era segnalata in nessun portolano da me visionato e inoltre è estremamente INTERESSANTE. L’area di sosta si trova vicina al centro in Place Leclerc (vicino alle scuole), possiamo scaricare e fare acqua gratis, se solo l’avessimo saputo ieri sera!!!!!!!!!! AURAY si compone di una parte alta, dove è posta l’area camper, e la parte bassa il vecchio porto.  La parte alta presenta un centro con le caratteristiche case a graticcio, piccole viuzze, che si concentrano in Place de la Republique, dove si trova il comune e un buon mercato, vi consiglio di comprare il pesce (ovviamente pesce del luogo) gamberi, ostriche, cozze ecc.. Quà abbiamo acquistato delle ostriche ECCEZIONALI…. Da visitare inoltre la chiesa di ST. Gildas. Da Place de la Repubbliche parte una vecchia stradina medievale che conduce al quartiere di St-Goustan. Questo grazioso porto ha conservato, in Place St-Sauver e nelle stradine in salita, delle belle case del XV sec. I selciati bombati sono dell’epoca in cui St-Goustan era il terzo porto bretone. Nel 1776 l’americano Beniamino Frankilin vi sbarcò, pernottando nella casa al n. 8, era incaricato di negoziare un trattato con la Francia., e chiedere sostegno per la guerra d’indipendenza contro gli Inglesi. Affacciati su la piazza e sul porto ci sono dei tipici ristoranti con menù appetitosi. Dopo pranzo ci dirigiamo verso Vannes, definita a ragione “città dei fiori”.  
                                     

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GIARDINI FIORITI DI VANNES INTORNO ALLE MURA

 Quà invece è più difficile parcheggiare, non troviamo alcuna indicazione per parcheggi camper ma seguendo le indicazioni dei parcheggi attraversiamo quasi tutta la città e lungo il fiume, sotto un viale sterrato vediamo molti altri camper parcheggiati. Da qui seguendo il canale in 5 minuti arriviamo nel cuore della città. Questo borgo sicuramente stupisce e affascina per i sui colori, per i sui vicoli e le piazzette che conferiscono un’atmosfera estremamente medievale. Vannes fu l’antica capitale dei Veneti, una delle cinque tribù bretoni sconfitta da Giulio Cesare nel 56 a.c., il contesto da cui nasce la saga di Obelix e Asterix. Impieghiamo quasi tre ore per la visita del centro, dei bastioni, dei giardini fioriti e dei lavatoi. Terminato il giro ci dirigiamo verso  “Rochefourt en Terre”. Vi arriviamo in breve tempo, attenzione il paese è chiuso al traffico fino alle 19,00, per cui per accedere al parcheggio situato in piano e che si trova dalla parte opposta del paese, rispetto a dove noi veniamo, dobbiamo prendere la circonvallazione indicata per i camion. Il parcheggio è grande, in piano e vicino al centro del borgo ma non attrezzato per i camper. Questa suggestiva e antica cittadina occupa una posizione pittoresca, borgo castro circondato da profondi valloni raggruppa alcune centinaia di case su uno sperone di scisto.E’ Rinomata per le sue case del XVI e XVII sec. E la miriade di gerani multicolore che le ravvivano e le arredano. Da visitare la collegiale ”Notre-Dame-De-La-Tronchaye” del 1498 con un bellissimo calvario e la facciata nord in stile gotico flamboyant. Questo borgo, che è sicuramente da non perdere, ci fa chiudere al meglio il nostro viaggio in terra di Bretagna.  
                                      
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CALVARIO DELLA COLLEGIALE

17 AGOSTO venerdì: ROCHEFOURT EN TERRE/ ROCHAMADOUR KM.  590
La giornata inizia con malinconia, poiché ci rendiamo conto che una buona fetta di ferie è terminata e anche se ci aspetta una settimana di mare è con tristezza che abbandoniamo la misteriosa e bella Bretagna. Nella discesa verso il sud francese, abbiamo deciso di fare tappa a Rocamadour, così per velocizzare decidiamo di seguire le indicazioni fornitoci dalla Viamichelin, visionata online prima della partenza. Buona parte del percorso ci induce a prendere l’autostrada direzione Nantes-Potier-Limoges e su A20 si prende l’uscita n. 54 (Brive La Gaillarde), e qui arriviamo alle ore 17,00 quando le nostre previsioni ci inducevano a pensarci già a Rocamadour. Vi arriviamo intorno alle 18,00, per la N140, passando da Martel, dove c’è un’area sosta camper e sembra un delizioso paese (se non fosse stato troppo tardi ci saremmo fermati). A Rocamadour ci sono numerosi parcheggi, dove però per la notte vige divieto sosta camper, c’è un campeggio che fa sosta camper per € 8,00 al dì (senza corrente), ma visto che ci fermiamo solo per la notte decidiamo di fermarci assieme ad altri camper in un piazzole del campo sportivo un po’ prima del paese. Vista l’ora tarda e la stanchezza, decidiamo di rinviare all’indomani mattina la visita del santuario, osservandolo dalla piazza del borgo alto e facendo alcuni acquisti di prodotti tipici locali.  Arroccato sulla parete rocciosa che domina il fiume Alzou, questo luogo mistico è impressionante. Saint Amadour vi fu venerato e si sarebbero verificati diversi miracoli. La cittadina è anche celebre luogo di pellegrinaggio, grazie al santuario della Madonna nera. Giunta al culmine del suo splendore nel XIII sec, Rocamadour fu più volte saccheggiata nel Medioevo e si risolleverà solo nel XIX sec, sotto l’impulso dei vescovi di Cahors. Oggi le previsioni e la programmazione fatta al mattino non è stata rispettata, pazienza domani andrà meglio!!!!!!!!

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18 Agosto 2007 SABATO: ROCAMADOUR/ST-JEAN LE-SEC KM. 396 (via autostrada)
Per la visita al santuario, vi consiglio il parcheggio sopra il castello, da là una strada pedonale ombreggiata, conduce dritti alla porta del santuario. Il Sancta Sanctorum di Rocamadour è sicuramente la Chapelle Notre-Dame, chiamata anche cappella miracolosa. In seguito a una frana nel 1476 fu ricostruita in stile gotico fiammeggiante, fu assalita più volte durante le guerre di religione e durante la Rivoluzione, e poi restaurata definitivamente nel XIX sec. All’esterno si trova un meraviglioso affresco del XII sec, che raffigura una danza macabra, ma è all’interno che si trova ciò che ha reso famosa la città:la ieratica Vergine Nera del XII sec. E’ circondata da una miriade di ex-voto, ogni miracolo era segnalato dal suono di una campana del IX sec., ancora appesa alla volta. Uscendo dalla cappella, si può vedere conficcata nel muro, una spada che secondo la leggenda sarebbe Durlindana, la spada appartenuta a Orlando. Scendendo la scala detta “Grand Escalier” di ben 233 scalini (i pellegrini la salivano in ginocchio) si arriva nel borgo, formato dalle abitazioni che una volta erano dei canonici e oggi anche se esternamente uguali vi si trovano negozi e alberghi. Per una visita non eccessivamente accurata circa 2 ore sono sufficienti. Soddisfatti per come la giornata è iniziata ci appropinquiamo a effettuare la 2° grande tappa di avvicinamento, con l’obbiettivo di fermarsi nel tardo pomeriggio a Aigues-Mortes. Anche stavolta decidiamo di riprendere l’autostrada, esattamente “Autoroute des Deux-Mers”, anche se più lunga di circa 40 km rispetto all’itinerario consigliato dalla Viamichelin (che taglia dall’interno) riteniamo possa velocizzare i tempi. Ma purtroppo non abbiamo fatto i conti con l’esodo del rientro e ci troviamo imbottigliati in max code, che essendo a organino non ci convincono ad uscire, se non ormai affranti a Bezier e sono circa le 17,00. Ormai i nostri piani sono saltati, pensiamo perciò di fermarsi lungo la costa verso Sete, ma anche stavolta ci dobbiamo ricredere. Infatti, adesso anche la statale è completamente bloccata, vige divieto di sosta camper e ci ritroviamo circa alle 20,00 ai sobborghi di Montepelier, senza sapere cosa fare. Dopo esserci fermati a mangiare in un’area di sosta lungo la statale, decidiamo di sostare per la notte in una piazza di paese oppure nel piazzale di un Supermercato; è la seconda possibilità che si offre di fronte alle nostri menti ormai sull’orlo di una crisi di nervi. A questo punto un buon sonno è ciò che ci vuole e domani……è un altro giorno.

19 Agosto 2007 : Domenica: ST- Jean Le-Sec-CAMPEGGIO LES  TOURNELS  KM. 292
La mattina riposati siamo più ottimisti, e con pazienza ed entusiasmo percorriamo i km. che ci dividono dal campeggio “Les Tournels” dove ci aspettano i nostri ragazzi per pranzo. Questo campeggio lo conosciamo da tempo, quindi è sperimentato, si trova a 10 KM. Da ST-Tropez, a pochi km. da Ramatuelle. Il vantaggio di questo campeggio (4 stelle fornito di tutto anche per intrattenere o divertire i bimbi) è quella di trovarsi situato in mezzo a pini e eucalipti, su di una collina che domina il mare. Il mare, spiaggia enorme di “Pampelonne” con sabbia finissima e dorata è raggiungibile dal campeggio o traverso un sentiero tra le vigne in circa 10-15 mm. oppure con un bus navetta che parte dal campeggio e dove con un abbonamento settimanale di pochi € si può prendere quante volte vogliamo. Inoltre per raggiungere ST-TROPEZ, senza prendere il camper (e lo consiglio) esiste l’autobus di linea con fermata poco sotto il campeggio. Per vostra conoscenza e a onor di cronaca il punto di costa più bello con calette di spiaggia bianca e rocce di granito, si trovano all’Escalette. Questo punto è raggiungibile in camper, o con mezzi pubblici (l’autobus la mattina non ha buoni orari) o a piedi. Il nostro consiglio per esperienza (per chi è un medio camminatore) è quello di andarci la mattina presto a piedi e riprendere nel pomeriggio l’autobus di linea (se stanchi) MA IL MARE VALE VERAMENTE LA FATICA. Per chi volesse avere maggiori dettagli o informazioni o prenotare direttamente (in genere a fine Agosto non è un problema trovare delle piazzole libere ) può andare sul sito: www.tournels.com
Il sito offre anche indicazioni su ulteriori campeggi e informazioni turistiche del circondario. Arriviamo al campeggio circa alle 12,30 stanchi ma felici anche perché adesso abbiamo ben una settimana per riposarci abbronzarci e divertirci nel magico mondo di ST-TROPEZ e i suoi Vip. (per gli amanti dei vip, basta girare nelle viuzze di St-Tropez o lungo la spiaggia di Pampelonne per divertirvi a individuare il vostro beniamino e farsi una foto ricordo: buona caccia….. )

DAL 20 AGOSTO 2007 AL 26 AGOSTO 2007: RIPOSO A SANT-TROPEZ.

26 AGOSTO 2007: SAINT-TROPEZ- FIRENZE KM. 600 circa
Così si conclude una bellissima vacanza , e già si inizia a pensare alla prossima avventura.
CONSIDERAZIONI: Consigliamo a tutti gli interessati di un viaggio in Bretagna di non mancare assolutamente la parte del Finistere e Cotes d’Armor, le più selvagge e meno battute dal turismo di massa, se volete visitare i luoghi più conosciuti (come ST-MALO’- Moint ST-MICHEL-CANCALE-CORCANOU-CARNAC-LOCRONAN, la penisola di QUIBERON ecc) siate consapevoli che nel mese di Agosto sono super affollati, comprese le aree sosta camper, quindi armatevi di pazienza.
Come sosta e riposo di alcuni giorni, prima del rientro a casa, dopo un viaggio abbastanza movimentato come il nostro, consiglio il campeggio LesTournels a Ramatuelle (ST-TROPEZ), anche se nella zona ci sono ottimi campeggi detti “alla ferme” con prezzi modici ma ovviamente con strutture e offerte diverse, da qualsiasi parte della Francia o Spagna provenite, resta sempre comunque sulla rotta per l’Italia con passaggio a Ventimiglia.   
KM. TOTALI PERCORSI: 4.500
COSTO PER CARBURANTE: € 470,00 a equipaggio
COSTO PER CAMPEGGI e AREE SOSTA A PAG. (COMPRESO 1 SETT. A St-Tropez- Campeggio Les Tournels € 268,00) € 340,00 a equipaggio
COSTO AUTOSTRADE: € 193,00 (noi abbiamo abbondato, alcuni tratti si possono evitare) a equipaggio.

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Renata ci invia 3 scatti del suo nuovo  Possl RoadCamp, dal mare ai monti!


Possl roadcamp posa su un fondale malinconico ma emozionante.


Possl Roadcamp

Possl Roadcamp e Renata si preparano ad una fredda nottata.

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PONTE DEL PRIMO MAGGIO ALLA SCOPERTA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

EQUIPAGGIO: Laura (chi scrive), Stefano (autista), Lasu (guardiano)
CAMPER: GoGo Mobile (McLuis Lagan 410)
PERIODO: dal 30 Aprile 2008 al 4 Maggio 2008


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GUIDE: Atlante stradale d Italia Touring Club

Aree sosta camper fornite dal sito CamperOnLine e TurismoItinerante
Guida turistica d Italia del Touring Club

ITINERARIO:
E la prima volta che facciamo un viaggio in camper, e per tenerlo a battesimo abbiamo deciso di
sfruttare il ponte del primo maggio e fare un viaggetto in Friuli Venezia Giulia.
Dopo aver preparato il camper in mattinata, partiamo con destinazione Lago di Garda alle 19.15,
dopo che Stefano è tornato dal lavoro.

30 APRILE SOSTEGNO
SIRMIONE km 252
Meteo: Pioggia
Prendiamo l autostrada a Greggio intorno alle 20, e dopo esserci fermati nei pressi di Brescia per cenare, siamo ripartiti con destinazione Sirmione, dove avevamo deciso di trascorrere la notte,
visto che si trova più o meno a metà del nostro viaggio.
Seguendo le indicazioni di Camper On Line, volevamo fermarci nel parcheggio davanti alle Terme di Virgilio, non essendoci più posto, ci siamo fermati qualche centinaio di metri più avanti, nel parcheggio davanti ad un Residence. Notte tranquilla.

1 MAGGIO SIRMIONE
PALMANOVA
AQUILEIA km 259

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Meteo: Variabile, un po di pioggia su Palmanova, schiarite nel pomeriggio su Aquileia
Svegliati intorno alle 6 da un gruppo di ragazzi della zona appena usciti da un locale notturno che si salutavano prima di andare a dormire, riprendiamo l autostrada intorno alle 7.40.
Superiamo indenni la barriera di Mestre ed arriviamo a Palmanova, prima tappa del nostro viaggio in Friuli, in tarda mattinata. Dopo la difficoltà a trovare il parcheggio per il camper, decidiamo di posteggiarlo nei pressi della Caserma Napoleonica, a due passi dal centro. Ci ha accolto una città deserta, che la pioggia non aiutava a renderla più accogliente; ci siamo diretti verso Piazza Grande, centro della cittadina, ma anche lì la situazione non è cambiata molto. Pochi turisti e pochissima gente in strada, evidentemente avevano deciso tutti di festeggiare il primo maggio
altrove!
Palmanova è famosa per essere la città fortezza a forma di stella a nove punte ed è stata fatta costruire dal senato veneziano alla fine del 1500 come roccaforte in difesa dei Turchi, e poi ampliata da Napoleone. Di notevole interesse storico e urbanistico è la planimetria dell'abitato che ha conservato l'impianto originario del borgo fortificato rinascimentale, caratterizzato da una compatta pianta a struttura radiale tuttora racchiusa entro la cerchia delle mura e dei bastioni
rimasti intatti. Purtroppo tutto questo non è ben visibile....sarebbe servito un elicottero, che non avevamo in dotazione!
La visita del borgo è stata molto veloce, tutto si concentra intorno alla Piazza Grande dominata dall'imponente figura del Duomo, tutte le strade della città terminano in questa piazza, che un tempo fungeva da piazza d'armi. Le sei strade a raggiera che partono dalla Piazza conducono agli ingressi monumentali della città, ne rimangono tre: Porta Udine, Porta Cividale e Porta Acquileia.
Abbiamo anche tentato di fare una passeggiata lungo le mura per poter ammirare la caratteristica forma della città...missione impossibile visto l'erba alta presente lungo il percorso!

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E così appena dopo pranzo ci siamo diretti ad Aquileia, 20 km più a sud in direzione mare. Abbiamo trovato facilmente l area camper di Via Grandi, ben segnalata, è la seconda traversa sulla destra provenendo da Palmanova appena superata la Basilica; all ingresso ci affianca un camper in uscita e gentilmente ci lascia il suo ticket del parcheggio gentilissimo 8 euro
risparmiati!
Tra le varie città visitate in questa breve vacanza, a nostro parere Aquileia è stata la più bella: i resti di quella che al tempo dell'Impero Romano fu la quarta città d'Italia, giacciono ai margini della statale 352 che taglia in due la città.
Abbiamo iniziato la visita dall'imponente Basilica, tra i più grandiosi e importanti monumenti religiosi del periodo romanico, la facciata è piuttosto austera e semplice...la sua bellezza sta all'interno: il pavimento a mosaico che è la più vasta testimonianza di mosaico paleocristiano dell'Occidente. Seguendo il percorso pedonale attraverso le rovine di abitazioni romane, abbiamo raggiunto l'antico porto fluviale, il foro e il Sepolcreto.
L' intera visita alla cittadina dura circa tre ore, e dopo aver preso l aperitivo in un bar vicino alla basilica, ci siamo diretti al camper ad organizzare la cena.

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Anche qui la notte è stata tranquilla e nonostante la statale che passa a fianco, siamo riusciti a riposare bene. Al mattino intorno alle 9, dopo aver fatto rifornimento in un vicino supermercato, siamo partiti alla volta di Grado.

2 MAGGIO GRADO REDIPUGLIA GRADISCA D ISONZO
MIRAMARE km 105
Meteo: Sole
Grado dista una decina di km da Aquileia; trovato parcheggio nella zona dello stadio sull Isola della Schiusa, ci siamo diretti a piedi verso il centro. Vista la splendida giornata di sole, percorriamo tutto il lungomare per raggiungere il centro storico: ci sentiamo un po fuori luogo tutti intorno in canottiera, pantaloncini corti, costume da bagno e noi in polo e jeans!
A parte questo piccolo dettaglio, Grado è davvero una bella cittadina nel centro storico scopriamo le millenarie origine di Grado, tra iscrizioni latine, dettagli architettonici, case medioevali e poi al centro del castrum si trova la triade degli edifici paleocristiani: la Basilica di Santa Eufemia affiancata dal campanile medioevale su cui svetta l angelo (simbolo di Grado), il Battistero e la
Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Dopo aver fatto un giro tra i negozi del centro, rientriamo in camper per il pranzo, che ci gustiamo con uno splendido panorama sulla laguna e sull Isola della Bardano dove svetta il Santuario Mariano.
Dopo mangiato ci dirigiamo verso Redipuglia, ad una trentina di chilometri da Grado passando da Monfalcone, dove ammiriamo i cantieri navali.
Giunti a Redipuglia, parcheggiamo nel parcheggio antistante il Sacrario, che può essere usato anche per il pernottamento (noi l abbiamo fatto nella notte tra il 3 e il 4 Maggio).
Redipuglia è il più grande Sacrario Militare Italiano e custodisce le salme di 100.000 caduti della Grande Guerra; si trova sulle pendici del monte Sei Busi e si presenta come uno schieramento militare, alla base la tomba del Duca d Aosta con i suoi generali e sullo sfondo i 22 gradoni con le salme dei caduti identificati posti in ordine alfabetico. Sulla sommità una cappella votiva accoglie le
salme dei caduti non identificati, circa 61.000.

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All ingresso, ai piedi della monumentale scalea, si trova una grossa catena d'ancora che appartenne alla torpediniera Grado; subito dopo, si distende in leggero declivio un ampio piazzale, lastricato in pietra del Carso, attraversato sulla sua linea mediana dalla "Via Eroica", che corre tra due file di lastre dì bronzo, 19 per lato, di cui ciascuna porta inciso il nome di una località dove più
aspra e sanguinosa fu la lotta.
In fondo si eleva solenne la gradinata. Nella cappella e nelle due sale adiacenti alla sommità del Sacrario, sono custoditi oggetti personali dei soldati italiani e austro-ungheresi. Il grande mausoleo venne realizzato di fronte al primo cimitero di guerra della 3a Armata sul Colle Sant'Elia che oggi è una sorta di museo all'aperto noto come Parco della Rimembranza. Lungo il viale adornato da alti
cipressi, segnano il cammino cippi in pietra carsica con riproduzioni dei cimeli e delle epigrafi che adornavano le tombe del primo sacrario. Sulla sommità del colle un frammento di colonna romana,
proveniente dagli scavi di Aquileia, celebra la memoria dei caduti di tutte le guerre, «senza distinzione di tempi e di fortune».
Lasciamo Redipuglia per dirigersi verso Gradisca d Isonzo che avevo letto essere una bella cittadina e approfittiamo della gratuita area di sosta a due passi dal centro per effettuare le operazioni di carico e scarico. L area è facilmente localizzabile tra il discount e la stazione di
servizio Shell. E provvista di tre stalli riservati ai camper, non sempre liberi perché usati come parcheggio per il supermercato.
Anche questa cittadina fu fatta erigere dalla Serenissima come borgo fortificato contro le invasioni turche e si presenta quindi come una città fortificata. Oggi rimangono solo pochi resti dei bastioni che cingevano la città. Abbiamo fatto una passeggiata lungo le vie del centro e Stefano è stato
felice di ritrovare dopo 10 anni (infatti lui c era già stato per i campionati italiani di pesca), il Bar Bianco, nel quale ci siamo fermati a rifocillarci visto il gran caldo.
Trovandoci a soli 10 km da Gorizia, abbiamo deciso di fare un cambio di programma sull itinerario, pensando di visitarla e di fermarci lì per la notte.
Arrivati nei pressi del Castello, dove veniva segnalata un area sosta, l abbiamo vista un po isolata e così abbiamo ricambiato itinerario e ci siamo diretti verso Trieste seguendo la strada costiera.

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Giunti intorno alle 18 nei pressi del Castello di Miramare, abbiamo deciso di fermarci lì per la notte direttamente sul mare. L area sosta camper è molto tranquilla; un consiglio, se riuscite arrivate dopo le 19, prima di tutto perché dopo quell ora è gratuita, e poi perché la strada che dalla statale raggiunge Miramare è stretta e con la bella stagione piena di auto parcheggiate ed è davvero difficile il passaggio.
Ne sa qualcosa Stefano che si è dovuto esaltare nella guida per riuscire a passare!
Visitiamo il parco del Castello al tramonto, davvero molto bello, e ci godiamo il calar del sole su Trieste uno spettacolo da non perdere.

3 MAGGIO TRIESTE KOZINA (Slovenia)
BASOVIZZA
GROTTA GIGANTE km 148
Meteo: Sole Che bello al mattino svegliarsi sentendo le onde del mare Dopo la colazione in riva al mare, ci dirigiamo al centro di Trieste per visitare la città.
Parcheggiamo il camper appena dopo il porto, a due passi dal centro. Fate attenzione ad esporre sempre il biglietto del parkimetro e a rispettare gli orari della sosta gli ausiliari del traffico sono sempre in agguato e abbiamo visto fioccare un sacco di multe.
L originalità e la diversità di Trieste si colgono nel susseguirsi di vie, piazze e palazzi che conservano quasi integralmente le testimonianze dell architettura romana, veneziana e soprattutto austro-ungarica. L itinerario pedonale urbano non può prescindere dalla città vecchia dominata dal colle di San Giusto, dal borgo Teresiano con la parte più moderna della città, e ovviamente dal
naturale punto di partenza: Piazza Unità d Italia, la più grande piazza europea che si affaccia sul mare e dai suoi immensi palazzi.
Da sinistra a destra si susseguono:
- Palazzo del Governo (1905), sede della prefettura
- Palazzo Stratti (1839)
- Palazzo Modello (1873)
- Municipio (1875)
- Palazzo Pitteri (1790), unico risalente al XVIII secolo
- Palazzo ex Vanoli (1873)
- Palazzo del Lloyd Triestino (1883)
Ci siamo poi diretti al Colle di San Giusto per ammirare il Castello che sorge sul colle e la Cattedrale di Trieste poco più a lato nata nel XVI secolo dalla fusione di due basiliche già erette tra il IX e il X secolo; esternamente è impreziosita da un rosone gotico in pietra bianca, mentre internamente appare come una basilica a cinque navate, ricca di opere d arte e di mosaici sull abside e sulle pareti.

Il 4 maggio a Trieste c è la Maratona d Europa, e a questo evento sono connesse numerose manifestazioni, così abbiamo fatto due passi tra gli stand enogastronomici lungo il Canal Grande e gli stand della fiera nella zona del porto. C è tantissima gente...al telegiornale abbiamo poi sentito che gli iscritti alla maratona sono 11.000. Visto che il giorno successivo i cartelli segnalavano che
la strada costiera sarebbe stata chiusa dalle 6 alle 16, abbiamo pensato di modificare l itinerario che prevedeva di restare a Trieste tutto il giorno per poi tornare a dormire a Miramare, e ci siamo messi in viaggio per la Slovenia, spinti anche dalla necessità di fare rifornimento di carburante che dicono essere più economico oltre confine.
Non siamo passati da Capod Istria, ma da nord di Trieste, dopo Opicina, perchè volevamo fermarci anche a Basovizza.
Arrivati in territorio sloveno nella cittadina di Kozina, ci rendiamo effettivamente conto di quanto
meno costi la benzina:
DIESEL 1,160 al litro, BENZINA VERDE 1,083 al litro
Facciamo quindi il pieno al camper... 57 ...in Italia ce ne sarebbero voluti quasi 80! Abbiamo pranzato in Slovenia e dopo aver fatto un giro in un supermercato per renderci conto dei prezzi, abbiamo acquistato il nostro nuovo compagno di viaggio Lasu, un bellissimo asinello giallo che abbiamo messo a guardia del camper.
Rientrando in Italia ci è sembrato doveroso fermarci a Basovizza, 3 km dal confine, per visitare la foiba.

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La foiba di Basovizza, in origine un pozzo minerario, fu scavata all'inizio del XX secolo per intercettare una vena di carbone ma presto abbandonata per la scarsa produttività. Il 29 e il 30 aprile 1945, l'abitato di Basovizza divenne il fulcro di numerosi e tragici combattimenti tra le forze jugoslave, giunte a liberare la città di Trieste, e le ultime unità tedesche in ritirata.
Pare che i numerosi corpi rimasti sul campo di battaglia vennero fatti scomparire in brevissimo tempo all'interno della preesistente voragine.
Negli anni successivi furono avviate indagini e scavi sia da parte dell'allora Governo Militare Alleato che, in seguito, dal Comune di Trieste.
Il numero degli infoibati non è mai stato accertato con esattezza: una nota del governo jugoslavo dell'immediato dopoguerra parla di 250 individui, calcoli successivi arrivano fino a cifre dieci volte
maggiori. Nel 1992, con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro per il Beni culturali ed ambientali, la Foiba di Basovizza è stata dichiarata monumento nazionale.
Oggi la foiba consiste in una lastra di pietra, sul davanti della quale è riportata un passo di una preghiera ed è contraddistinta da una grande croce. A lato si trova, tra i vari cippi commemorativi, una rappresentazione grafica della sezione del pozzo, con indicate le quote relative ai vari ritrovamenti e stratificazioni.
Ritornando verso Trieste, ci siamo fermati in una frazione di Sgonigo, Borgo Grotta Gigante, proprio per visitare la Grotta Gigante.
All interno della grotta, la speciale illuminazione artificiale porta in evidenza la grandiosità, la maestosità, la ricchezza e la variabilità delle forme di questo particolare ambiente ipogeo. Il
percorso è costituito da 500 gradini a scendere e altrettanti a risalire, all interno ci sono 11° costanti, quindi, a meno che siate tutti come Stefano che non ha mai freddo, munitevi di una felpa o una giacca.
Si tratta della più grande caverna aperta al pubblico, con i suoi 65 m di larghezza, 280 m di lunghezza ed una volta a cupola di 107 m anche se a noi è sembrato che la Sala del Vento nelle
grotte di Frasassi nelle Marche sia più grande.
Si distingue per la ricchezza delle stalattiti e stalagmiti e per le concentrazioni di calcite che ricoprono le pareti. All'interno della grotta trova installazione, inoltre, una sensibilissima strumentazione scientifica, costituita da sismografi e pendoli geodetici, che rendono l'ambiente un laboratorio davvero unico.
Visto che avevamo paura di rimanere bloccati a Trieste causa maratona, abbiamo deciso prendere l autostrada a Sistiana e dirigersi verso Redipuglia per trascorrere lì la notte e al mattino dopo rimetterci in marcia verso casa.

4 MAGGIO REDIPUGLIA
SOAVE
SOSTEGNO km 468
Meteo: Sole


Notte tranquilla, dopo colazione intorno alle 8.30 riprendiamo l autostrada. Passiamo tranquillamente Mestre, ma il traffico inizia ad intensificarsi. Ci fermiamo a Soave (VR) per pranzo, nell ara attrezzata segnalata su Camper On Line, che confermiamo essere tranquillissima, dotata di carico scarico, elettricità il tutto GRATUITO...un paradiso per i camperisti!!!
Sono le 13.30 quando riprendiamo l autostrada.... Troviamo un po di rallentamenti dal Lago di Garda fino a Milano, poi tutto tranquillo fino a casa dove arriviamo alle 17, stanchi ma soddisfatti del nostro primo viaggio in camper!

CONCLUSIONI
Totale km percorsi: 1232
Costo Totale viaggio: 350 (di cui 177 per la benzina e 40 di spesa)
Altre informazioni sul viaggio e le fotografie dei luoghi che abbiamo visitato, oltre a idee per le
vostre uscite in camper le potete trovare su www. fuggire. net
il nostro sito.
Laura e Stefano

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Ed ecco una piccola raccolta di foto inviateci dai nostri clienti o reperite dalle pagine web di altri appasionati, mandateci le vostre e sarete pubblicati!

Westfalia California la tramonto
Westfalia Joker sotto alla neve
Vecchie glorie Westfalia che sanno ancora regalare grandi emozioni
Mitico...
ancora Westfalia California
suggestivo scatto in Turchia

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Viaggio a Strasburgo e isola di Mainau (foto in arrivo)


Diario di un viaggio che… non doveva essere un viaggio

Fine aprile 2008. Abbiamo davanti a noi il primo maggio che cade di giovedì… costruendo un piccolo ponticello sul venerdì… wow! Sono assicurati 4 giorni di libertà! Siamo però talmente presi dagli impegni professionali e familiari che, alla sera prima della partenza, non solo non abbiamo la forza di preparare nulla, ma non abbiamo nemmeno sfogliato un libro, una rivista, per pianificare almeno un poco. Ma torniamo un passo indietro. Presentiamoci:
LEO: Volkswagen, California Event del 2002, è con noi dal luglio 2007. Se parlasse rimpiangerebbe i bei tempi, in Germania, a poltrire in garage. Con noi infatti ha percorso in un anno scarso 20mila dei suoi complessivi 60mila km. Si chiama Leo perché dentro ci abita un pacifico leopardo. Macchiato a macchia di leopardo, naturalmente, ma le macchie del nostro sono di un delicato celeste. Parecchie prove su strada hanno evidenziato che il nostro camperino ama la musica degli anni ‘80, come dire, prende un altro ritmo… viaggia più sereno. Sicuramente consuma meno.
DARIA: detta ”l’armatore” in quanto il Leo è intestato alla sua azienda ma, soprattutto, è lei che decide che temperature debbano regnare all’interno del Leo.
FRANCISCO: anche Pancho, vispo frugoletto di quasi 9 anni, nato sulle Ande dell’Ecuador.
THOMAS: lunatico pilota che nel tempo libero tormenta pezzi di legno delle più assurde provenienze per ottenerne cucchiai, mestoli e bigiotteria. Attivo consumatore di scarpe, considera le passeggiate al di sotto degli 8 km nemmeno degne di nota.
Giovedì 01/05/2008. Abitiamo in un paesello di 200 persone che guarda la valle dell’Adige da un’altezza di 600 metri, a 20 minuti di strada da Trento. Ѐ mattina inoltrata quando decidiamo di partire, non si sa ancora in che direzione. Carichiamo il Leo del necessario per dormire e mangiare. Pranziamo a casa e poco dopo via! Via verso dove? Tra 4 km siamo sul fondovalle e, almeno lì, si dovrà scegliere tra nord e sud. Mentre scendiamo, Daria parla con Susi, al telefono, in Friuli. Vien fuori che, volendo, si potrebbe anche andare in Friuli. Mangiare una pizza con Susi e poi andare in Croazia… Postumia, le isole di Krk e Lusjni e Plitvice… A fermarci è l’idea del rientro, domenica sera, sulla tangenziale di Mestre. In tutta Italia forse uno dei posti peggiori in cui stare l’ultima sera di un ponte di quattro giorni. Scendendo dalla nostra montagnola già si vede il traffico dei tedeschi sull’A22: tutti a sud, a cercare il primo sole. Sommato tutto questo decidiamo per il nord. L’amico che ci ha contagiato con la passione per i camperini Volkswagen-Westfalia, ci ha parlato di un bellissimo campeggio nel parco nazionale dello Stelvio. Piscina coperta, sauna, idromassaggio, bagno turco… c’è tutto quello che un equipaggio sfaccendato può andare a cercare dentro un campeggio. Con gli evviva del più piccolo, decidiamo che quella è la nostra meta. Per ora. Un quarto d’ora dopo essere entrati nel camping “Saegemuehle” di Prato allo Stelvio, siamo nell’area fitness.

Bello ammirare le cime innevate del gruppo Ortles-Cevedale mentre l’acqua ci massaggia! Bello anche essere a 2 ore da casa ma senza l’assillo del rientro, basta questo a farci sentire molto più lontani, molto più in vacanza. Siamo a 50 km da Merano e a circa 120 km da casa. Constatiamo anche di essere gli unici italiani nel campeggio. Olandesi, tedeschi, svizzeri e noi, per gli altri italiani sembra che l’Alto Adige diventi interessante solo durante i mercatini di Natale o la gran calura estiva.

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Venerdì 02/05/08. Il campeggio vende anche il pane altoatesino… slurp! A pancia piena, regoliamo i conti con il gestore e partiamo. Tralasciamo la bellissima cittadina medievale di Glorenza e pochi km dopo, al valico di Tubre, entriamo in Svizzera. Al controllo di frontiera, il poliziotto svizzero, forse insospettito dalla mia parlata tedesca e dal camper italiano, vuole sapere cosa ci andiamo a fare in Svizzera. Sono tentato dal dirgli: senti tu uomo del paese della cioccolata, io qui, vado dove voglio. Invece la buttiamo sull’educato dicendo che siamo diretti al lago di Costanza. Ci inoltriamo nella splendida Engadina. Ѐ tutto meraviglioso, le montagne ancora cariche di neve, i paesi con le loro case decorate da dipinti e finiture in legno e la pulizia maniacale. Non c’è una cosa fuori posto, una cartaccia a terra. Nella raccolta differenziata, il vetro va diviso per colore (verde, marrone e trasparente).

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Ci viene da ridere leggendo un cartello che indica il limite di velocità chiamandola “sveltezza”. Solo dopo mi viene in mente che qui si parla il romancio, un’antica lingua che qui ha pari diritto con le tre lingue ufficiali della Svizzera.
 

La strada si fa ripida e il nostro Leo ha il suo bel da fare a raggiungere i circa 2.100 metri del Passo dei Forni, dove la fresa ha tagliato la neve ad altezza del camperino. Il paesaggio è grandioso, quasi canadese.

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Ci sono infatti pochissimi edifici e per km si viaggia nella natura. Scesi a Schusch la sorpresa: il passo di Fluela è ancora chiuso per neve. Deviazione verso l’Austria o proseguire mettendo il camper sul treno che attraversa la montagna con 19 km di galleria? Decidiamo di sperimentare l’intermodalità strada-ferrovia che funziona davvero. Al casello si lasciano circa 18 Euro, dall’ultimo vagone la carovana di autoveicoli sale sul treno e, rimanendo a bordo del camper, circa 20 minuti dopo il gioco è fatto.

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Pranziamo in camper nel piazzale della stazione. Le dimensioni del nostro Leo sono quelle di una automobile e possiamo campeggiare… purché non si tirino fuori tavoli, sedie e tendalini. Pranziamo guardando i trenini rossi della Ferrovia Retica. Anche i treni, in  Svizzera sono puliti. Nemmeno un moscerino sulla locomotiva… forse i moscerini svizzeri si suicidano diversamente. Proseguiamo verso nord per fare una tappa a Maienfeld, a vedere la casa di Heidi. Intendiamoci: Heidi non è mai esistita, l’ha creata la scrittrice Johanna Spiry che qui ha avuto l’idea per il suo romanzo. La casa è comunque bella perché riproduce lo stile di vita delle case contadine dell’800.

 

Poco oltre, attraversiamo il Liechtenstein. Ci appare poco interessante, Vaduz, la capitale, è in pratica un vialone fiancheggiato da banche e noi che siamo ricchi… ma solo di idee, proseguiamo il viaggio entrando in Austria, con l’idea di arrivare al Lago di Costanza e visitare l’isola-giardino botanico di Mainau. Rientriamo quindi in Svizzera a Lustenau (stavolta al doganiere non interessa cosa facciamo nel suo paese) ma la costa Svizzera del lago è costellata di campeggi, ma non sono campeggi per gente come noi. Cioè vagabondi. Questi camperisti parcheggiano qui il camper e personalizzano la loro piazzola con recinzioni, aiuole, lastricati in granito… in pratica hanno una seconda casa.
Alla fine, sono quasi le 21 quando rimediamo una piazzola in un campeggino microscopico a 2 passi da Mainau.

Sabato 03/05/08. L’isola di Mainau in una giornata senza nuvole e in piena fioritura dei tulipani… che bello! Migliaia di tulipani, in decine di colori diversi, tra alberi secolari. L’isoletta è grande quanto una ventina di campi da calcio e, pur essendo di fatto tedesca, è ufficialmente territorio svedese dal 1907. Questioni di eredità dei Conti Bernadotte… beati loro! Scatto qualche centinaio di foto mentre Francisco gioca nella sezione “animali da accarezzare” con capre, pecore e conigli.

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Noi siamo entrati al mattino presto. Involontariamente è stata la mossa giusta. Quando usciamo, verso le 13, ci sono già 36 pullman nel parcheggio… ogni persona che entra deve lasciare, non la speranza (come diceva il buon Dante) ma la bellezza di 13 Euro. Aggiungiamo anche tutti quelli arrivati in macchina, moto, bici e via nave, attraverso il lago… il Conte Bernadotte non ha ereditato un’isoletta ma una fabbrica di soldi! Noi, dopo aver contribuito al benessere del Conte progettiamo il prossimo salto. Schaffhausen (Sciaffusa) sarebbe a pochi km ma ci attira l’idea delle belle case di Strasburgo viste nei TG quando si parla del parlamento europeo. Breve riunione e si parte. Per il più pazzesco dei 2 progetti: Strasbourg! Attraversiamo la Foresta Nera.

A tratti si vede solo bosco, su e giù per una infinità di dossi, fino all’orizzonte. Alle 16 parcheggiamo, gratis, negli spazi del commissariato di Polizia di Strasburgo. Il piazzale ha la sbarra anticamper a 2,10 m, noi ci passiamo per poco, i mega-camper devono accontentarsi del viale di accesso. Il centro è poco lontano ed è affascinante. Le belle case decorate e la struttura a traliccio con le travi a vista, la bella giornata e la quantità di gente delle più disparate provenienze, tutto questo fa del centro storico di Strasburgo un posto dove è piacevole passare il tempo libero.

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Trascorriamo nelle viuzze il resto della giornata, fotografo le case, ma più che altro assaporo con una strana pace il posto e la sua gente. Sarà la vicinanza con la Germania ma non ci capita di scontrarci con la celebre antipatia dei francesi per chi non parla la loro lingua. Volevamo anche vedere il quartiere che ospita gli edifici del parlamento europeo, ma si è fatto troppo tardi. Sarà per la prossima volta, magari quando saremo diretti verso le isole della Frisia, tra Olanda e Germania.

Domenica 04/05/08. Dopo una notte in un parcheggio poco a sud di Strasburgo decidiamo di metterci in cammino di buon mattino verso l’Italia. Rientro va bene, ma almeno proviamo un’altra strada. Mentre pensiamo a una via diversa dal solito, un po’ per esplorare e un po’ per sfuggire agli ingorghi del rientro, sentiamo i nostri amici, quelli che ci hanno trasmesso il morbo per il VW-California. Domanda classica: dove siete? Noi a Strasburgo, loro a 2 passi da Peschiera del Garda, nella loro casetta in riva al lago. Grigliatina con impressioni di viaggio? Ok, si parte. Seguendo il Reno controcorrente arriviamo a Basilea. L’attraversamento della Svizzera ci fa pensare a questo paese come meta di ulteriori possibili esplorazioni. Ci sono, tra l’altro, un interessantissimo museo della scienza e della tecnica a Zurigo, il trenino dei ghiacciai e un elenco infinito di altre cose. Doganieri impiccioni e ficcanaso ma… bel paese. Torneremo! Intanto il nostro Leo va su e giù tra ponti e gallerie con noi dentro a guardare fuori, belle montagne, bellissimi laghi e poi…17 km di buio dentro la galleria del Gottardo. Poco dopo siamo in Italia. Il rientro nella sporcizia e trasandatezza delle autostrade italiane è particolarmente evidente nei primi km dopo la barriera di Chiasso. Più in là non saprei se sia più pulito o ci abbia fatto l’abitudine. A Milano la facciamo franca: le macchine staranno intasando qualche altro posto. Noi arriviamo a Peschiera senza difficoltà. Bello parcheggiare il nostro Leo vicino al suo gemello verde, e noi con gli amici sul terrazzo a mangiare tutti insieme, parlando di “loro”, i nostri camperini, dei viaggi passati e naturalmente… dei programmi per quelli futuri. Una vacanza non può terminare senza fare progetti per quella successiva!

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Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 1

Diario di Viaggio in Toscana e Umbria (solo Assisi) 2008:


Firenze, Certaldo, San Gimignano, Volterra, Siena, Abbazia San Galgano,
Buonconvento, Montalcino, San Quirico D’Orcia, Bagno Vignoni, Pienza,
Montepulciano, Assisi, Arezzo.
Periodo Viaggio: dal 25/04/08 al 04/05/08
Mezzo: Adria Adriatik 400 su Fiat Ducato 14, 2500D detto il “Tigro”
Equipaggio: Roby pilota e tuttofare, Sarah navigatrice, programmatrice e
redattrice del viaggio
Totale Km percorsi: 1.478 Km
Costo Gasolio: € 250,00
Costo Pedaggio: € 47,90
Costo Tot. Soste: € 59,50
Costo Tot. Visite: € 100,25
Costo Tot. Pasti: € 164,00
Costi per località:
Firenze 25/04 Autostrada Bz-Fi € 22,00.
26/04 Cupola € 12,00. 26/04 Ristorante Zio Gigi pranzo € 40,00.
26/04 Boboli € 13,50. 27/04 Uffizi € 17,75. 27/04 Pranzo da Zio Gigi e
40,00. 27/04 Basilica Santa Croce € 10,00. 27/04 Sosta Firenze 2
notti € 24,00.
San Gimignano 28/04 € 8,00 Torre Grossa+Museo.
Volterra 29/04 € 16,00 Museo Etrusco+Pinacoteca+Museo Arte Sacra
Monteriggioni 29/04/08 € 3,00 Mura
Siena 30/04/08 sosta € 20,00. Duomo/Facciatone/Museo/Battistero €
20,00. Pranzo € 40,00.
Abb.San Galgano 01/05 € 1,50 sosta
Pienza 01/05 cena La Buca di Enea € 36,00.
02/05 spesa toscana Coop € 59,00.
Chianciano 02/05 spesa toscana € 29,00.
Assisi 03/05 sosta parcheggio € 14,00. Pranzo torta/pizza € 8,00.
Bolzano 04/05 autostrada Arezzo-Bz € 25,90.
Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 2
Venerdì 25 Aprile 2008
Gargazzone-Firenze 400 Km
Partiamo da Gargazzone in prima mattina dopo aver caricato i bagagli sul camper ed
effettuato le operazioni di carico acqua. Percorriamo la MeBo e a Bolzano imbocchiamo l’autostrada direzione Firenze. Siamo fortunati, nonostante oggi sia un giorno di grandi spostamenti non troveremo code, apparte un po’ di rallentamento nei pressi del Mugello.
Come previsto per il primo pomeriggio (ore 15:10) siamo a Firenze.
Il navigatore ci guida fino in via Arnoldi 11, all'area di sosta “Oasi del Camper”. Da qui il gestore ci accompagna fino all'altra area di sosta che possiede ad 1 km di distanza da questa e dove abbiamo prenotato 1 posto perché questa era già al completo. L'area è proprio nuova; stanno ultimando i lavori in questi giorni quali spianare il terreno e finire di mettere le colonnine della corrente. Al momento quindi non in tutte le piazzole sono ancora attive le colonnine della corrente. Noi per fortuna abbiamo il cavo lungo e quindi ciò non ci crea alcun problema. Oltre a noi ci sono altri camper, alcuni in rimessaggio, altri con equipaggio. L'area è molto carina con corrente, carico/scarico e recintata. Per entrare c'è un cancello automatico del quale riceviamo una copia delle chiavi. Il costo della sosta è di € 15,00 al giorno (€ 12,00 tariffa Camper Club). L’area di sosta dista circa 4 Km dal centro di Firenze che si può raggiungere tramite autobus, che passa davanti all’area di sosta.
Decidiamo di fare un primo assaggio di Firenze. Avendo portato con noi le bici optiamo per una pedalata , così siamo anche più liberi.
Parcheggiamo le bici al Ponte S.Trinità. Da lì si fanno delle stupende foto con lo sfondo diPonte Vecchio…infatti anche questo ponte è affollato di turisti con macchine
fotografiche.
La ns prima tappa di Firenze è Ponte Vecchio. Da lì ci dirigiamo verso gli Uffizi (vedendo la fila penso di essere stata proprio furba a prenotare i biglietti d’ingresso) ed arriviamo in Piazza della Signoria. Anche qui troviamo una grande folla di gente. Foto di rito davanti al David e davanti alla Fontana del Nettuno, nonché foto di Palazzo Vecchio.
Proseguiamo poi verso Piazza del Duomo ed ammiriamo (oggi solo dall’esterno) Duomo, Battistero e Campanile.
Piano piano ci dirigiamo a riprendere le biciclette e torniamo al camper, cena, un po’ di relax e poi a letto…domani ci aspetta una giornata super impegnativa.

Fontana del Nettuno in Piazza della Signoria Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 3

Sabato 26 Aprile 2008
Firenze (Cupola, Palazzo Pitti, Giardino di Boboli) 0 Km
Sveglia di buon ora e poi in sella alla nostre biciclette raggiungiamo il centro dove
arriviamo per le ore 10:00. Ci mettiamo alla ricerca dell'APT (che si trova in una stradina dietro il Duomo) dove prendiamo la cartina della città. Ore 11:00 iniziamo la fila per la visita della grandiosa cupola del Brunelleschi (€ 6,00/pax). La fila è bella lunga ed al contrario di quanto diceva la nostra guida, procede lentamente. Oltretutto siamo dietro il lato sinistro del Duomo, all’ombra e c’è un po’ di venticello e noi abbiamo solo una maglia di cotone a manica lunga, a quest’ora è abbastanza frescolino. La fila dura ben 1 ora.
Finalmente verso le ore 12:00 iniziamo a salire gli scalini che ci porteranno in cima alla cupola. Entrando riusciamo a dare anche una sbirciatina dell’interno. Iniziamo a salire da una scala tipo a chiocciola abbastanza stretta. Prima di arrivare in cima c’è un corridoio interno alla cupola esterna che ci permette di ammirare quella interna, più piccola e affrescata dal Vasari….davvero spettacolare… Finalmente siamo in cima. La vista di Firenze dall’alto ci affascina molto. Facciamo un po’ di foto e poi incominciamo la discesa. Prima di scendere si arriva ad un altro corridoio interno alla cupola che permette di ammirare gli affreschi da un punto ancora più alto rispetto al precedente corridoio.
Ore 13:00 usciamo dalla cupola. Abbiamo un certo languorino, ci mettiamo quindi alla
ricerca di un ristorantino/trattoria tipico x il pranzo. Dietro il duomo in una viuzza con un nome impossibile da ricordare troviamo la trattoria da zio Gigi. Mangiamo un'ottima tagliata di manzo con rucola e rosmarino (€13,00). Prendiamo un contorno di patate ed un quartino di rosso locale.
Con la pancia super piena ci dirigiamo vs la prossima tappa: la casa di Dante Alighieri.
Seguendo la cartina arriviamo fino in via Dante Alighieri e facciamo la foto di rito davanti alla casa. Ci dirigiamo vs Palazzo Pitti e Giardino di Boboli. Quando arriviamo nella piazza antistante il Palazzo ci facciamo scoraggiare un po' dalla fila x entrare al Palazzo (reduci dall'ora di fila precedente). Decidiamo cmq di entrare e andiamo quindi alla biglietteria (€ 9,00/pax). Scopro che fino a 25 anni si paga ridotto quindi ne approfitto. Si possono scegliere 2 ticket, il ticket nr.1 comprende la visita al Museo d'arte moderna ed agli appartamenti mentre il ticket nr.2 comprende Giardino di Boboli, Museo degli Argenti, quello delle Porcellane e Galleria del Costume. Noi eravamo interessati a vedere il Giardino di Boboli e quindi scegliamo il ticket nr.2. La fila alle casse è scorrevole, così come risulta esserlo quella all'entrata. Dobbiamo far passare borsa e zaino dal metal detector. Visitiamo x primo il Museo degli Argenti. Al piano terreno è esposta la collezione di dipinti del Furini. Molto belli anche gli affreschi che decorano le pareti. Al piano superiore sono esposti diversi gioielli. Visitiamo poi la Galleria del Costume. All'interno sono esposti sia vestiti antichi che più recenti. Di notevole importanza il vestito di Eleonora moglie di Fabrizio dei Medici. E' la volta del Giardino di Boboli che è davvero un parco immenso. Data la stupenda giornata è l'ideale. Arriviamo fino in cima al giardino dove si trova una terrazza panoramica con bellissima vista sulle colline di Firenze. Lì si trova anche
il Museo delle Porcellane. Incominciamo a scendere dal giardino e arriviamo al laghetto con isola, qui possiamo ammirare una cicogna. Sull'isolotto è pieno di vasi con alberelli di limoni e arance. Prima dell'uscita passiamo davanti alla statua di Bacco e alla grotta degli Infedeli. Ore 18:00 usciamo da Boboli. Ci fermiamo un poco nella Piazza antistante Palazzo
Pitti e poi ci dirigiamo vs le bici e torniamo al camper.
Doccia, cena, relax e poi a letto…domani ci aspetta una levataccia…alle ore 8:15 abbiamo la prenotazione per la visita della Galleria degli Uffizi e dobbiamo calcolare i 15-20 minuti che ci servono per raggiungere il centro.

Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 4

Tomba di Michelangelo

Domenica 27 Aprile 2008
Firenze (Uffizi, Basilica di Santa Croce, P.Michelangelo, Chiesa S.Miniato al
Monte) – Certaldo 55 Km
Oggi è il compleanno di Roby. Sveglia all'alba (ore 6:30) perchè alle 8:15 abbiamo la
prenotazione agli Uffizi. Prendiamo le bici ed alle 8:00 ca siamo in centro. Rimango
meravigliata perché davanti all'ingresso 2 c'è già una fila lunghissima, noi per fortuna
dobbiamo entrare dall'ingresso 1 riservato ai prenotati. Qui scopriamo che prima di entrare dobbiamo ritirare i ticket all'ingresso 3, c'è un po' di fila perché la cassa ha appena aperto.
Presi i ticket (€ 17,75 1intero e 1ridotto; comprensivo di € 4,00 x prenotazione). All'incirca x le ore 9:00 entriamo negli Uffizi.
La ns visita agli Uffizi dura ben 3 ore ed armati della ns guida abbiamo ammirato tutte le opere famose. Tra tutte ci sono piaciute molto le stanze di Giotto, Michelangelo (Tondo  Doni) e Botticelli (Nascita di Venere; Primavera). Molto carine anche le opere di Lippi.
Le opere più conosciute si trovano quasi tutte nella prima galleria. Arrivati oltre la metà della seconda galleria Roby decide di tornare a rivedere le stanze del Botticelli.
Nelle ultime sale ammiriamo anche il Bacco del Caravaggio. Prima di finire la visita del secondo corridoio si arriva alla caffetteria che ha una terrazza panoramica che da proprio su Palazzo Vecchio. Alla fine della nostra visita degli Uffizi ci fermiamo allo shop dove compro qualche segnalibro per ricordo. Alle ore 12:00 usciamo dagli Uffizi. Decidiamo di tornare a mangiare da Zio Gigi...E' il compleanno di Roby...bisogna festeggiare! Oggi ci gustiamo delle buonissime pappardelle al cinghiale (€ 7,00) e ci concediamo anche il dolce...io tartufo e Roby pastiera napoletana.
Salutato Zio Gigi ci aspetta la Basilica di Santa Croce, che mi affascina particolarmente
perché al suo interno si trova la tomba di Michelangelo. Ore 14:00 ca entriamo. Il biglietto
costa € 5,00 e comprende la visita della Basilica ed il museo che conserva il famoso
crocefisso di Cimabue. L'interno della basilica è enorme; in ognuna delle 2 navate sono
presenti diverse tombe tra cui quelle di Michelangelo, Galileo Galilei e Ghiberti (le porte del
Battistero sono opera sua ). Purtroppo abside ed altare non erano visibili causa restauro.
Durante questa vacanza ci capiterà spesso che delle chiese siano chiuse per restauro. Al
lato destro dell'altare ci sono 2 cappelle con dipinti di Giotto. Dalla navata destra si accede
al cortile ed al corridoio dove sono presenti diverse tombe di personaggi illustri. Dal cortile
Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 5
si accede anche al Museo; all'interno ci sono diversi dipinti. Dentro il Museo c’è il famoso
crocefisso di Cimabue, rimasto molto danneggiato in seguito all’alluvione del 1966,
usciti dal Museo notiamo anche la targhetta affissa sul muro che mostra il livello che aveva
raggiunto l’acqua.
Per le ore 16:15 torniamo al camper, ci prepariamo x partire, quindi scarichiamo (non
carichiamo acqua perché è recuperata dal pozzo e nonostante ci assicurino sia pulita non
ci fidiamo). Telefoniamo al gestore informandolo che siamo in partenza, ci dice che
dobbiamo pagare € 24,00 e di lasciare soldi e chiavi cancello nella cassetta della posta.
Ore 17:15 ci dirigiamo in camper vs Piazzale Michelangelo. Alle ore 17:45 arriviamo alla
Chiesa di San Miniato al Monte, parcheggiamo ai lati della strada, visitiamo la chiesa e
facciamo qualche foto con lo sfondo di Firenze. Rimango impressionata dalla grandezza
del cupolone.
Alle ore 18:15 partiamo alla volta di Certaldo dove arriviamo alle ore 19:26. Senza
problemi troviamo l’area di sosta attrezzata ai piedi del paese. Si tratta di un parcheggio
sterrato, gratuito con carico/scarico. Ci sono già diversi camper e anche qualche macchina
parcheggiata. I posti ancora liberi sono un po’strettini. Ci fermiamo quindi subito fuori dal
parcheggio e ci sistemiamo in un posto auto asfaltato anche questo attaccato all’area di
sosta. Cena, tv e a letto.
Lunedì 28 Aprile 2008
Certaldo-San Gimignano 17 km - Volterra 30 Km tot. 47 Km
Ore 10:30 ci incamminiamo vs il Castello (=Certaldo alto). Si può scegliere tra prendere la
funicolare (€ 1,50) oppure salire a piedi. Il tragitto è talmente corto che ci incamminiamo.
Molto caratteristica la pavimentazione in cotto rosso che si può osservare in tutto il paese.
Foto alla facciata della casa dove nel 1375 morì il Boccaccio. Procedendo lungo Via
Boccaccio passiamo davanti alla chiesa dei Santi Michele e Jacopo, che conserva il
cenotafio del Boccaccio e che purtoppo non possiamo vedere perché la chiesa è chiusa per
restauro. Procedendo oltre ammiriamo il Palazzo Pretorio dove sulla facciata si vedono
gli stemmi dei Capitani succedutisi al potere.
Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 6
Torniamo per pranzo in camper, dato che nel piazzale c'è il carico dell'acqua ne approffitto
per lavarmi i capelli ed il ns mitico inverter tiene anche il phon sull'1.
Alle ore 14:30 partiamo da Certaldo diretti a San Gimignano. Il paesaggio verde collinare
che ci accompagna lungo la strada è stupendo.
Alle ore 15:00 arriviamo a San Gimignano ed ammiriamo subito le sue famose torri.
Impostiamo il navigatore con direzione Via Matteotti e arriviamo ad un parcheggio/piazzale
asfaltato a fianco del campo sportivo. Tranquillo, gratuito e illuminato. Si trova 10-15
minuti a piedi dal centro storico. E’ ideale anche per la notte. Ci sono altri 2 camper
stranieri. A noi comunque interessa solo un posteggio per il camper durante la ns visita
perché poi abbiamo intenzione di proseguire. (Eventualmente ci sarebbe stata anche l’area
di sosta S.Chiara con servizio navetta per il centro).
Iniziamo la ns visita da Piazza della Cisterna con il suo grande pozzo al centro. Da lì
proseguiamo vs Piazza del Duomo con la cattedrale “Collegiata di S.Maria Assunta”.
Sulla stessa Piazza ammiriamo anche il Palazzo del Popolo (sede del Comune e del
Museo Civico) con la sua Torre Grossa (54 m). Ci dirigiamo poi verso la Rocca
trecentesca e dall’unica torre superstite della Fortezza ammiriamo l’eccezionale panorama
sulla campagna circostante. Da lì ci accorgiamo che sulla Torre Grossa ci sono delle
persone, quindi ci dirigiamo nuovamente vs Piazza del Duomo per salirci. Il biglietto (€
4,00/pax) per la Torre comprende anche la visita al Museo Civico al cui interno si trova la
Maestà di Lippo Memmi e opere del Pinturicchio e di Lippi.
Veduta dalla Torre Grossa
Dalla Torre si gode di una vista magnifica sulla città e sui dintorni.
Prima di ritornare al camper ci fermiamo a comprare delle cartoline e del prosciutto
crudo…la mia golosità non ha fine.
Tornati al camper ne approfittiamo per fare merenda e vs le ore 18:30 partiamo alla volta
di Volterra.
Alle 19:15 giungiamo a Volterra e ci sistemiamo in un parcheggio gratuito proprio sotto le
mura della città. Appena arrivati in città, subito dopo il distribuitore della Esso abbiamo
girato a destra e poi subito sulla destra in fondo ad una discesa abbiamo trovato un
piazzale asfaltato un po’ in pendenza con già molti camper. Da qui si entra a Volterra dalla
Porta a Selci e subito si incontra la Fortezza Medicea, ora usata come prigione. Ci
sistemiamo e facciamo subito un giretto della città. Tornati al camper ceniamo e ci
rilassiamo.
Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 7
Martedì 29 Aprile 2008
Volterra – Colle Val d’Elsa 34 Km - Monteriggioni 19 Km tot. 53 Km
Ci svegliamo con la pioggia e la temperatura è più bassa rispetto ai giorni precedenti.
Alle ore 10:00 siamo operativi ed inizia la nostra visita di Volterra. Gironzoliamo
brevemente nel centro e poi alle ore 10:30 iniziamo la visita del Museo Etrusco
Guarnacci. Il ticket è cumulativo (€ 8/pax) e comprende anche la Pinacoteca ed il Museo
di Arte sacra. All’interno del museo sono esposte le note urne cinerarie della zona di
Volterra. Molte sono in alabastro. All’interno è esposta la famosa statuetta “Ombra della
sera”. Visitato il museo Etrusco ci dirigiamo alla Pinacoteca. All’interno sono esposti molti
dipinti. Ore 12:30 ci dirigiamo velocemente verso il Museo di Arte Sacra (che chiude alle
ore 13:00) che risulta composto solo da un paio di stanze, quindi la visita si rivela molto
veloce.
Usciti dal museo ci dirigiamo all’Apt che si trova di fianco a Palazzo Pretorio e
prendiamo la cartina della città. Visitiamo poi il Duomo che si trova anch’esso sulla stessa
piazza ed il Battistero. Seguiamo le indicazioni che ci portano al punto panoramico e
lungo la strada ci fermiamo a comprare dei souvenir in alabastro (un paio di orecchini e
una tartaruga). Passiamo poi davanti alla Porta Etrusca.
Sono ormai le 13:30 la fame si fa sentire, ritorniamo al camper e pranziamo.
Ore 15:00 partiamo facendo subito una sosta al parcheggio P3 “Le Docciole” dove c’è il
carico/scarico. Si tratta di un parcheggio sterrato, molto grande che si trova proprio sotto
la porta delle Docciole e che permette la sosta gratuita ai camper. Finite le varie operazioni
ci mettiamo in moto e seguiamo le indicazioni per Le Balze. Si tratta delle colline argillose
che per effetto di smottamenti e frane hanno inghiottito parti delle mura etrusche dando
una configurazione particolare al paesaggio. Lungo la strada, sotto le mura di Volterra,
scorgiamo i resti dell’Anfiteatro Romano. In località Le Balze abbiamo parcheggiato in
un parcheggio sterrato. Nelle vicinanze c’è anche un campeggio. Qui vediamo anche i resti
delle mura etrusche.
Ore 15:50 partiamo in direzione Colle Val d’Elsa dove arriviamo alle ore 16:40.
Cerchiamo una sistemazione seguendo le indicazioni di altri diari che ci facevano
posteggiare davanti alle scuole (località Le Grazie), che però risulta un po’ lontano dal
centro. Proseguiamo quindi in direzione centro e passata la Porta della città, sulla destra
notiamo un grande parcheggio, dove sono parcheggiati già alcuni camper. Il parcheggio si
trova in Via di Portavecchia ed è gratuito. Da lì raggiungiamo il centro in pochi minuti.
Putroppo la chiesa di Santa Caterina è chiusa per restauro. Visitiamo la chiesa…e
passeggiamo per il paese.
Ritorniamo al camper e partiamo alla volta di Monteriggioni dove arriviamo per le ore
18:35.
Monteriggioni è una cittadina fortificata e da lontano si scorgono le 14 torri. Parcheggiamo
nel parcheggio sterrato gratuito proprio sotto le mura e decidiamo di farci subito un
giretto. Appena entrati vediamo che si può fare il giro panoramico sulle mura, quindi
compriamo 2 biglietti (€ 1,50/pax) convinti che si possa fare il giro lungo tutte le mura. In
realtà la passerella che ci permette di salire sulle mura si protrae solo per un piccolo
pezzetto delle mura…quindi rimaniamo delusi. Putroppo la chiesa è in fase di restauro e
pertanto non si può accedere all’interno. Passiamo oltre la piazza centrale del paese ed
arriviamo alle mura sul lato opposto…Monteriggioni è piccolissima…il paese è tutto qui (Le
mura, una piazza con due ristoranti, 4 case, un paio di negozi…però è tutto molto
caratteristico). Anche qui c’è una corta passerella che permette di salire sulle mura quindi
Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 8
ne approfittiamo. Incomincia a piovere, ritorniamo in camper e ceniamo. Abbiamo deciso
di passare la notte qui e di ripartire domani mattina per la prossima tappa.
La passeggiata sulle Mura di Monteriggioni
Mercoledì 30 Aprile 2008
Monteriggioni – Siena 15 Km
Ci svegliamo, facciamo colazione ed alle ore 09:00 partiamo in direzione Siena.
Alle 9:30 siamo già a Siena. Abbiamo intenzione di trovare solo un parcheggio perché
stasera vorremmo proseguire. Putroppo parcheggi non ce ne sono, ovvero ci sono quelli
per i camper che sono aree sosta a pagamento con carico/scarico. Seguiamo i cartelli con
le indicazioni per i camper e subito dopo l’ingresso del paese sulla sinistra c’è un’area di
sosta comunale.
Il costo è di € 20,00 per 24 ore e c’è l’addetto sempre presente dalle 8 alle 20. Non vi è
possibilità di frazionamento. L’area è fornita anche di carico/scarico gratuito. Si trova in Via
Achille Sclavo. Il centro storico si trova a 25 minuti e l’area è ben servita da autobus
urbano. Noi preferiamo raggiungere il centro in bici…se non fosse per le salite. A piedi
comunque sarebbe troppo lunga. Finalmente raggiungiamo il centro ed iniziamo la nostra
visita. Andiamo subito in direzione Piazza del Campo con la Torre del Mangia, il
Palazzo Pretorio e la Fonte Gaia. Ci dirigiamo poi verso il Duomo con l’intenzione di
visitarlo. L’ingresso al Duomo costa € 3,00; se si preferisce si può fare un biglietto
cumulativo che comprende Duomo, Facciatone, Museo d’Arte Sacra, Cripta e Battistero al
costo di € 10,00. Optiamo per quest’ultimo. Entriamo nel Duomo (per fortuna non c’è
ancora tanta fila all’ingresso). Il Duomo dall’esterno con il suo stile gotico e le statue,
nonché i colori del marmo è veramente molto bello, ma lo stesso va detto anche
dell’interno, sopratutto per il famoso pavimento in marmo tutto lavorato. Infatti, soltanto
la prima parte è scoperta, man mano che ci si avvicina all’altare notiamo che il pavimento
è stato coperto per preservarlo. Visitato il Duomo è ora del Museo di Arte Sacra
all’interno del quale sono conservate tutte le ricchezze del Duomo. Infatti, sia le statue che
il rosone di Duccio di Buonisegna che si trovano all’interno del Duomo sono delle copie. Gli
originali sono stati sostituiti e messi nel Museo per preservarli. In una delle ultime sale del
Museo c’è l’accesso al Facciatone. Il Facciatone è il resto di una parte delle mura che
erano state costruite quando era stato avviato il progetto per l’ingrandimento del Duomo,
poi accantonato. Si sale da un corridoio strettissimo e si arriva in cima godendo di
un’ottima vista su Siena e sul Duomo (il cui esterno una parte è in restauro). Andiamo poi
Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 9
a visitare la cripta sotto il Duomo. Qui possiamo ammirare le mura originarie del duomo e
degli affreschi. In seguito ci dirigiamo a visitare il Battistero fermandoci però a fare una
foto sulla scalinata che dal Battistero porta vs il Duomo ed in particolare sugli ultimi scalini
dove si trova una croce nel punto in cui Santa Caterina da Siena cadde in ginocchio. Anche
il Battistero all’interno è affrescato ed in centro vi è una fonte Battesimale. Ora che il
nostro itinerario culturale è terminato possiamo pensare a riempirci la pancia e ci
mettiamo in cerca di una trattoria. Troviamo una trattoria che offre piatti tipici a dei buoni
prezzi e ci accomodiamo. Anche qui il pasto è ottimo…antipasto di salumi toscani,
cinghiale alla cacciatora e un buon bicchiere di vino toscano. Con la pancia piena andiamo
alla ricerca della Fonte Branda, la fonte più antica della città. Dopo qualche giro nelle
viuzze cittadine riusciamo a trovarla, non me la aspettavo così grande. Da lì si raggiunge la
Chiesa di Santa Caterina, all’interno della quale si trovano le reliquie della Santa. Ci
spostiamo nuovamente verso Piazza del Campo dove ci gustiamo un buon gelatino seduti
in piazza insieme a tanti altri turisti. Riposati andiamo a riprenderci le bici e torniamo al
camper. Finché mi rilasso un po’ Roby decide di farsi un giretto in bici, poi ceniamo e
rimaniamo a Siena anche per la notte.
Siena
Giovedì 01 Maggio 2008
Siena – Abbazia San Galgano 40 Km - Buonconvento 50 Km -Montalcino 16 Km
- San Quirico d’Orcia 18 Km - Pienza 22 Km tot. 146 Km
Alle 09:15 siamo operativi e partiamo in direzione Abbazia di San Galgano che
raggiungiamo alle 10:10. Qui parcheggiamo nel parcheggio a pagamento (che si trova
dietro il cimitero) e costa € 1,50 all’ora (si paga dalle 8 alle 20, notte gratuito). A piedi
raggiungiamo l’abbazia. Questa chiesa a cielo aperto è proprio particolare e molto
suggestiva. Da lì ci incamminiamo all’Eremo di Montesiepi famoso perché all’interno si
trova la spada conficcata nella roccia da San Galgano quale simbolo del suo abbandono
della vita da cavaliere. Dobbiamo aspettare un pochino prima di entrare perché è in corso
una messa.
Alle 11:45 partiamo verso Buonconvento. Lungo la strada ci fermiamo su una piazzola e
circondati dai prati verdi e fioriti pranziamo. Secondo le nostre informazioni ci sono dei
Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 10
parcheggi fuori dalla mura della città, in effetti li troviamo però c’è il divieto per i camper.
Parcheggiamo in un parcheggio sterrato sempre fuori dalle mura (anche qui ci sarebbe il
divieto però ci sono altri camper parcheggiati) e abbiamo intenzione di fare solo una breve
tappa. Facciamo un giretto all’interno del paese, il cui centro storico è molto piccolo.
Ore 14:45 ci dirigiamo verso Montalcino. Seguiamo le indicazioni dei diari e dei cartelli
che ci direzionano verso l’area di sosta comunale, gratuita e attrezzata per i camper
(carico/scarico) che si trova sulla montagna di fronte al paese di Montalcino (Nel
parcheggio sotto le mura c’è il divieto per i camper) e per raggiungerlo facciamo salire il
camperino per una bella salita ripida. A piedi comunque la distanza non è eccessiva, in 10-
15 minuti siamo all’ingresso di Montalcino e visitiamo la Fortezza. Raggiungiamo la
Piazza, visitiamo il Duomo e poi prendiamo una cartina nell’ufficio turistico. Alle 16:40
siamo di nuovo al camper e pronti per partire verso San Quirico d’Orcia dove arriviamo
alle 17:20.
Qui c’è una bella area comunale attrezzata all’inizio del paese che si raggiunge facilmente
seguendo le indicazioni. E’ un piazzale asfaltato e recintato. Si paga la sosta dalle 8 alle 20
e si paga € 5,00 a fasce orarie di 6 ore. Noi non siamo interessati a sostare per la notte
quindi andiamo in cerca di un parcheggio per un’oretta. In tutti gli altri parcheggi c’è il
divieto per i camper. Di fronte a questi parcheggi che si trovano lungo la strada scendiamo
lungo una via che porta a diverse autofficine oggi chiuse perché festivo e parcheggiamo in
un piccolo piazzale. Entriamo nel centro storico, visitiamo il Giardino delle rose….e poi
entriamo negli Horti Leonini, che è un grande parco-giardino all’interno della cittadina.
Visitiamo la Collegiata.
Finita la nostra breve visita ci rimettiamo in viaggio (ore 18:05) verso la vicinissima località
di Bagno Vignoni conosciuta perché in passato era una località termale della quale si
può ammirare una grande vasca al centro del paesino. Ci sono diversi parcheggi sterrati,
uno di questi è un’area attrezzata gratuita per la sosta dei camper che risulta però
affollatissima. Non trovando posto parcheggiamo in quello riservato agli autobus, perché
in quelli per le auto ci sono le sbarre. Sotto, sul versante della collina si visitano i resti
delle terme e Mulini. Abbiamo seguito un sentiero che porta in mezzo alla vegetazione
ed abbiamo visto i resti di quella che era la struttura originaria, mulini, pozzi etc… Le rocce
sono tutte piene di calcare; l’acqua termale che sgorgava sulla piazza arriva fino a qui
sotto. Peccato che questa struttura sia un po’ trascurata e lasciata andare. Non avendo
trovato posto per la sosta notturna procediamo (ore 19:30) verso Pienza. Qui arriviamo
alle 20:00. Non ci dirigiamo verso l’area di sosta ma cerchiamo un parcheggio dalle parti
del minimarket come segnalato dagli altri diari. Ci piazziamo in una stradina subito dopo il
minimarket e subito dopo i parcheggi riservati ai camper che si trovano sulla strada a
quest’ora già tutti occupati. Facciamo un breve giretto a piedi e poco prima imbocchiamo
una via (Via Verde) che porta al parcheggio del seminario vescovile. Si tratta di un
parcheggio sterrato e gratuito, molto tranquillo. Ci sono altri 2 camper e quindi decidiamo
di spostarci lì per la notte. Sistemato il camper decidiamo di cercare un localino per la
cena. Incredibile, ma sembra che abbiano avuto tutti la nostra stessa idea, neanche per 2
persone si riesce a trovare un tavolo disponibile…addirittura certi locali mettono fuori un
cartello che comunica che sono al completo. Girando e rigirando con una fame terribile
passiamo davanti ad una bruschetteria “La Buca di Enea” che fa anche primi piatti ed un
secondo del giorno con prezzi ottimi, qui riusciamo a trovare un tavolo e quindi non ce lo
facciamo dire due volte. Ci concediamo un antipasto di salumi e formaggi toscani,
cinghiale alla cacciatora, bicchiere di Morellino di Scansano e per finire cantucci e Vin
Santo.
Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 11
Venerdì 02 Maggio 2008
Pienza - Montepulciano 19 Km – Pienza 25 Km - Chiusi 36 Km- Assisi 82
Km tot. 162 Km
Ci svegliamo di buon’ora e alle 09:30 siamo già in giro per Pienza. Visitiamo il Duomo,
passiamo davanti al Palazzo Comunale ed al Palazzo Piccolomini ed alle 10:30 siamo già al
camper pronti per dirigerci verso Montepulciano dove arriviamo per le 11:00. Qui
visitiamo subito Chiesa della Madonna di San Biagio che si trova all’entrate del paese
sulla sinistra (arrivando da Pienza) , ai piedi di un colle. Parcheggiamo il camper sul lato
della strada che porta alla chiesa e visitiamo la chiesa. Notiamo poi che un cartello all’inizio
di una salita posta proprio di fronte all’entrata della Chiesa indica la direzione per il centro
storico così decidiamo di avviarci a piedi. In 15 minuti arriviamo in centro. Facciamo
qualche foto dal punto panoramico sulle colline sottostanti. Raggiungiamo Piazza Grande
con il Palazzo comunale ed il Duomo che visitiamo. Sulla piazza si trova l’ufficio
turistico e quindi entriamo a prendere una piantina della città. Passiamo davanti ad una
delle tante enoteche e ne visitiamo la cantina. Ore 13:00 ritorniamo al camper e
pranziamo. Decidiamo di dirigerci verso l’area di sosta di Montepulciano, segnalata, per
effettuare le operazioni di scarico e carico. Arrivati notiamo che l’area è occupata dalle
giostre e per cui inaccessibile. Decidiamo quindi di tornare indietro verso Pienza per
caricare/scaricare e con l’occasione di fermarci alla Coop che avevamo notato quando
stavamo ormai lasciando il paese per fare scorta di prelibatezze toscane. L’area con
carico/scarico è un parcheggio a pagamento e il signore alla sbarra non ci lascia entrare,
dice di ritornare tra 30 minuti perché ci sono già due camper, altrimenti blocchiamo il
parcheggio. Non abbiamo voglia di aspettare (ore 16.00) ed allora consultando i punti
sosta trovati su camperonline ci dirigiamo a Chiusi dove c’è un’area attrezzata. Lungo la
strada, a Chianciano, notiamo una Coop molto più grande e decidiamo di fermarci anche
qui. Alle 17:30 siamo a Chiusi e seguendo le indicazioni arriviamo fino all’area di sosta.
Effettuate le operazioni di carico e scarico decidiamo di partire verso Assisi facendo
sempre strada statale.
Alle 18:50 siamo a Perugia (Km 855), ci vuole ancora un po’ per Assisi dove arriviamo alle
19:40. Andiamo alla ricerca del parcheggio custodito nei pressi di S.Maria degli Angeli (a 4
Km dal centro) di cui abbiamo letto nei diari e seguiamo le indicazioni segnaletiche, ma ci
portano a dei parcheggi lungo la strada dove sono sistemati già diversi camper. Questa
sistemazione non ci piace. Proseguiamo quindi verso Assisi centro e seguiamo le
indicazioni per il parcheggio bus/camper che si trova proprio sotto la Basilica di San
Francesco, all’angolo tra la statale di Assisi e Via San Pietro Campagna. E’ molto grande ,le
piazzole sono erbose, il parcheggio dispone di servizi e raccolta rifiuti. Non vi è però il
carico/scarico. La sosta costa € 14,00 per 24 ore e si accede da una sbarra prelevando il
ticket.
Sabato 03 Maggio 2008
Assisi – Bastia Umbra 20 Km – Arezzo 96 Km tot. 116 Km
Ore 09:30 ci incamminiamo a piedi verso la Basilica di San Francesco. Dal parcheggio
si percorre un piccolo pezzo sul lato della strada e poi da lì parte una strada asfaltata un
po’ripida per pedoni e residenti che in 10-15 minuti porta alla Basilica. La nostra visita di
Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 12
Assisi inizia proprio da lì. Con stupore scopro che l’ingresso non prevede un ticket ma
un’offerta. Con un’altra offerta si può prendere l’audio guida.
La Basilica di San Francesco è composta da Basilica Superiore, Basilica Inferiore e Cripta
alla quale si accede dalla Basilica Inferiore. La visita guidata dell’audioguida inizia dalla
Basilica Superiore che è veramente bellissima. Sulle pareti della navata sono affrescate
scene della vita di San Francesco ad opera di Giotto. Dalla Basilica Superiore dalla parte
dell’altare si accede al giardino interno dove visitiamo il museo Perkins (anche qui con
ingresso ad offerta). Facciamo un salto nello shop dove acquistiamo delle medagliette di
San Francesco e poi visitiamo la Basilica Inferiore. Nell’abside si trova la Crocefissione
dipinta da Cimabue. Scendiamo nella cripta per vedere dove riposa San Francesco.
La nostra visita che è durata quasi un paio d’ore è finita, ci dirigiamo verso i prossimi
monumenti da visitare. Arrivati nella piazza centrale con il Palazzo del Capitano del Popolo
ammiriamo il Tempio di Minerva. Pranziamo in una pizza al taglio con la “torta al taglio”
con prosciutto crudo e formaggio. Andiamo poi a visitare la Cattedrale di San Rufino
(=duomo) all’interno del quale si trova la fonte battesimale con cui furono battezzati San
Francesco e Santa Chiara. La casa sulla sinistra del Duomo è invece la casa natale di
Santa Chiara. Ci dirigiamo verso la Basilica di Santa Chiara che però riapre alle 14:00
poiché ha chiuso durante l’ora di pranzo. Manca un’ora per cui decidiamo di salire fino alla
Rocca Maggiore. Alle 14:00 puntuali siamo davanti alle porte della Basilica e appena
entrati ci dirigiamo subito a vedere le spoglie di Santa Chiara così non dobbiamo fare fila.
Ci fermiamo poi nella basilica ad ammirare il Crocefisso di San Damiano che si dice abbia
parlato a San Francesco. Prima di ritornare al camper visitiamo ancora la chiesa di Santa
Maria Maggiore.
Ore 15:00 rientriamo al camper, paghiamo la nostra sosta alla cassa e ci dirigiamo
all’Eremo delle Carceri che dista 4 km dal centro di Assisi. E’ il luogo in cui San
Francesco si ritirava a pregare. La salita ed i tornanti che si presentano non ce li
aspettavamo proprio. Al penultimo tornante c’è un parcheggio sterrato e piazziamo lì il
camper insieme ad altri. Percorriamo l’ultimo tratto a piedi e visitiamo l’Eremo con le
grotte di penitenza. Vediamo anche il Leccio dove San Francesco aveva predicato agli
uccelli. Qui possiamo ammirare anche 2 colombe bianche. Usciti dalla struttura dell’Eremo
visitiamo ancora il bosco circostante ed arriviamo fino all’altare dedicato a San Francesco
dove le persone lasciano lì le loro foto.
Ripartiamo in direzione Arezzo e con il suggerimento del gestore del parcheggio di Assisi ci
dirigiamo a Bastia Umbra dove c’è un’area attrezzata con carico/scarico che dista solo 5
Km da Assisi e tra l’altro si trova proprio lungo il nostro tragitto.
Alle 17:15 partiamo da Bastia Umbra verso Arezzo dove arriviamo alle 19:00. Ci
piazziamo nel parcheggio “Petri” (ben segnalato) asfaltato, gratuito che si trova proprio
sotto le mura della città e nel quale è permessa la sosta ai camper ed infatti ce ne sono
parecchi. Ceniamo e poi decidiamo di fare un giretto per il centro di Arezzo che da lì si può
raggiungere a piedi o con le scale mobili. Il centro è super affollato e soprattutto pieno di
ragazzi tra i 15-20 anni che fanno le vasche avanti e indietro. Ci mangiamo un gelato e
stanchi rientriamo al camper. Domani purtroppo ci aspetta il viaggio di ritorno.
Domenica 04 Maggio 2008
Arezzo – Lana 484 Km
In mattinata facciamo un giro per Arezzo. Visitiamo il Duomo, la Pieve di Santa Maria.
Purtroppo non possiamo visitare la Basilica di San Francesco (€ 6,00) perché c’è la
Diario Viaggio in Toscana aprile/maggio 2008 13
Messa. All’interno è affrescata la Leggenda della Vera Croce che racconta la storia del
legno con cui è stata costruita la croce. Opera di Piero della Francesca.
Questo fine settimana c’è il rinomato mercato dell’Antiquariato (si svolge sin dal 1968 il
primo fine settimana del mese). Vediamo da fuori la casa del Petrarca e quella del
Vasari.
Ore 10:45 rientriamo al camper e ci mettiamo in moto per rientrare dal nostro bellissimo
viaggio. Imbocchiamo l’autostrada e troviamo colonna fino a Barberino.
Ore 18:00, arriviamo a Sinigo, scarichiamo e poi Roby mi porta a casa per scaricare me ed
i bagagli e lui va a posteggiare il camper.
È’ stata una vacanza stupenda, la Toscana con il suo paesaggio, le sue località ed il cibo è proprio
una bella regione. Le guide ma soprattutto i diari di bordo degli altri camperisti studiati
attentamente prima di partire sono stati molto utili e ci hanno permesso di viaggiare tranquilli e
rilassati.
Ci ritorneremo!!!
il Tigro